CasaPound Italia – Marò liberi! – Manifestazione a Montecitorio 2 aprile 2013

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Roma 02|04|2013: riprendiamoci i nostri soldati!

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Caso marò: CasaPound lancia petizione in tutta Italia, passaporto diplomatico per Girone e Latorre

26 12 2012

Roma, 24 dicembre – Una petizione al presidente della Repubblicaperché chieda al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di rilasciare ilpassaporto diplomatico ai marò italiani Salvatore Girone eMassimiliano Latorre, arrestati in India con l’accusa di aver uccisodue pescatori indiani scambiati per pirati e attualmente in Italia peruna licenza di 15 giorni. A lanciarla è CasaPound Italia, che oggi haavviato la raccolta delle firme ai banchetti già predisposti in tuttoil paese per raccogliere le sottoscrizioni per la candidatura delmovimento alle politiche e online all’indirizzo https://www.change.org/it/petizioni/al-presidente-della-repubblica-italiana-al-ministero-degli-esteri-italiano-fornire-un-passaporto-diplomatico-a-salvatore-girone-e-massimiliano-latorre.

”Quella che proponiamo è la soluzione tecnica che uno Stato degno diquesto nome avrebbe dovuto adottare fin dall’inizio per i due soldatidel Reggimento San Marco, invece di acconsentire tacitamente al loroarresto da parte di autorità estere ricoprendo la Nazione di vergogna- spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia ecandidato governatore di Cpi alle regionali del Lazio – Con ilpassaporto diplomatico infatti i due soldati italiani, che,ricordiamo, sono stati catturati in acque internazionalinell’esercizio della loro funzione e hanno già subito quasi 10 mesi didetenzione, verranno, com’è giusto, svincolati dalla giurisdizioneindiana e sottoposti a quella italiana e all’India rimarrà una solapossibilità, espellerli come persone non gradite”.





Riprendiamoci i nostri soldati

26 12 2012

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Caso marò: Di Stefano illustra alla Camera la perizia che scagiona i militari italiani

16 04 2012

Caso marò: Di Stefano illustra alla Camera la perizia che scagiona i militari italiani

Roma, 16 aprile – E’ stata al centro di un convegno alla Camera, nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, l’analisi balistica realizzata dall’ingegnere Luigi Di Stefano, che dimostra, dati alla mano, l’innocenza dei due fucilieri del Reggimento San Marco imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie e ancora agli arresti in India con l’accusa di aver ucciso i due pescatori Valentine Jalstine e Ajesh Pinki. Di Stefano, noto tra l’altro per essere stato l’estensore della perizia sul disastro aereo di Ustica, ha illustrato punto per punto la perizia da lui sviluppata per stabilire il calibro dei colpi sparati e il tipo d’arma da cui i colpi sarebbero partiti smontando, passaggio dopo passaggio, le ‘’prove inoppugnabili’’ che l’India sostiene di avere messo insieme nei confronti di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e dimostrando che di fatto i militari italiani sono ‘’sequestrati dallo Stato Indiano’’. Nel documento Di Stefano ha anche analizzato la scena dell’evento dove hanno trovato la morte i due indiani imbarcati sul peschereccio, mediante analisi tridimensionale delle traiettorie; compatibilità dei punti nave, delle rotte e loro compatibilità e congruenza temporale. Alla luce di quanto emerso, l’esperto è arrivato a ipotizzare che il St. Antony potrebbe essere stato mitragliato per aver sconfinato in acque dello Sri Lanka.

Sono due, infatti, le novità principali che emergono dalla perizia. Sul fronte della balistica, Di Stefano ha dimostrato che il calibro del proiettile usato è incompatibile con le armi in dotazione ai nostri militari e ha individuato chi nella zona utilizza la cartuccia 7,62x54R: ‘’Si tratta appunto – ha spiegato – dei barchini ‘Arrows Boat’ della Guardia costiera dello Sri Lanka’’, paese che con l’India, ha sottolineato l’esperto, ‘’si contende le zone di pesca’’. Inoltre, ‘’dall’analisi del contesto, viene fuori che i tempi di rientro del St. Antony nel porto di Neekandara sono completamente sballati, sia per la posizione indicata dal capitano Freddy Bosco sia per la posizione indicata dalla Guardia Costiera indiana: mancano all’appello infatti circa 4 ore’’. Insomma, ha sottolineato Di Stefano, ‘’prende sempre più corpo l’ipotesi che il St. Antony sia stato mitragliato perchè sconfinato in acque dello Sri Lanka’’. Quanto alla Enrica Lexie, a bordo della quale si trovavano i due militari italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, la perizia ha dimostrato che ‘’nel momento in cui il peschereccio St. Antony è stato colpito la petroliera italiana si trovava 27 miglia più a nord’’. Per questo, conclude Di Stefano, ‘’gli autori dell’omicidio dei due pescatori vanno ricercati altrove, piuttosto che nel personale imbarcato sulla Enrica Lexie. E credo di poter dire che esaminando i tracciati radar non potranno venire che nuove conferme’’.





Caso Marò: ‘blitz’ di CasaPound, in 300 con fumogeni e striscione sotto l’Altare della Patria

20 03 2012

Roma, 20 marzo – ‘Blitz’ all’Altare della Patria dei circa 300 militanti di CasaPound Italia che questa mattina hanno manifestato  a Roma per la liberazione dei due marò italiani arrestati in India. I manifestanti, partiti da piazza Santi Apostoli, sono arrivati fino a piazza Venezia e, sotto al Vittoriano, tra bandiere e fumogeni, hanno aperto un grande striscione ”Riprendiamoci i nostri soldati, contro il governo impotente e vigliacco’’. Poi, dopo aver reso omaggio al milite ignoto, i militanti di Cpi sono ripartiti in corteo fino a piazza Vittorio.

‘’Manifestiamo contro la debolezza e l’ignavia di un governo tecnico che, se non del tacito placet alla consegna alle autorità indiane dei due fucilieri del Reggimento San Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, sicuramente è colpevole di inerzia e inettitudine in una vicenda che ha coperto l’Italia di vergogna – sottolinea CasaPound Italia in una nota – Il ministro Terzi fino ad ora ha dato prova di essere rapido e reattivo soltanto nel caso Vattani, ricevendone in cambio lo sberleffo della sospensione del provvedimento di richiamo in patria del Console italiano a Osaka da parte del Tar del Lazio. Dall’inerzia dell’ambasciata italiana in India nelle prime ore dopo l’incidente alla tardiva convocazione dell’ambasciatore indiano a Roma, fino alla tragicomica vicenda degli spaghetti procurati ai nostri due marò dal sottosegretario Staffan de Mistura al posto del riso al curry, questo governo si è dimostrato del tutto incompetente e completamente inadeguato a gestire le crisi internazionali. CasaPound Italia, dopo aver manifestato sotto l’Ambasciata indiana a Roma, oggi è in piazza per dimostrare che non tutti gli italiani sono servi come i loro politici ed esigere l’adozione di qualunque misura necessaria all’immediato rientro in Italia dei due soldati detenuti in India’’.

‘’Peraltro, nonostante l’India abbia parlato di ‘prove inoppugnabili’ nei confronti dei marò, una analisi tecnica (scaricabile al link http://www.seeninside.net/piracy/enricalexie_it.pdf) realizzata da un ingegnere qualificato, che è stato tra l’altro perito di parte civile nell’inchiesta sulla Strage di Ustica, dimostra che queste ‘prove inoppugnabili’ non esistono, perché gli unici elementi che reggono alle opportune verifiche sono la rotta della nave Enrica Lexie (che si trovava nella zona insieme ad altre quattro navi identiche sia come colore che come struttura) e le dichiarazioni dei due militari italiani che affermano di non aver colpito nessuna imbarcazione. Il calibro del proiettile, poi, incompatibile con le armi in dotazione ai nostri militari, non fa che confermare che gli autori dell’omicidio dei due pescatori vanno ricercati altrove’’.





CasaPound all’Altare della Patria

20 03 2012