Presidio in S. Frediano contro le politiche della giunta Tambellini.

30 11 2013

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28 11 2013

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CasaPound scende in piazza contro le politiche del Comune di Lucca ed inaugura lo spazio ascolto

27 11 2013

LUCCA, 27 novembre – CasaPound ha organizzato, per sabato 30 novembre in piazza San Frediano a partire dalle ore 17, una iniziativa per chiedere maggiore attenzione ai problemi della città e iniziative concrete a sostegno delle famiglie lucchesi. Contestualmente alla protesta, partirà un progetto di ‘ascolto’ dei cittadini lucchesi, che proseguirà attraverso dei precisi orari di apertura della sede e dei gazebo che verranno attivati nel territorio comunale per il periodo invernale.

“Chi ci pensa ai lucchesi? Abbiamo deciso di scendere in piazza – dichiara CasaPound Italia – perché l’amministrazione Tambellini sembra essersi dimenticata dei lucchesi. Cittadinanza onoraria ai figli di immigrati, 70.000 euro spesi per la risistemazione del campo nomadi e, per ultimo, l’intenzione di accedere ad un finanziamento europeo, tramite la regione Toscana, per la realizzazione di un centro di accoglienza con relative casette proprio dove oggi si trova il campo in Via delle Tagliate, che non solo penalizzerebbe ulteriormente una zona già degradata ma, è bene ricordarlo, comporterà probabilmente uno sperpero di denaro delle magre casse comunali dal momento che tali iniziative devono essere cofinanziate anche dagli enti locali che le realizzano. Se a tutto questo aggiungiamo l’ultima trovata, ovvero il bando per l’ideazione del logo del Consiglio Comunale, il giudizio sulle priorità dell’amministrazione comunale non può che essere disastroso”.

“Solo alcuni giorni fa – continua CasaPound Italia – è stato reso pubblico il rapporto 2013 sulle povertà nella diocesi di Lucca. In soli cinque anni, gli italiani in situazione di indigenza che sono stati accolti dai centri di ascolto sono passati dal 18% al 40%; dati allarmanti, che rispecchiano il grave momento di crisi attuale a livello generale. Una situazione che le istituzioni locali potrebbero contribuire ad arginare attraverso politiche e servizi nel campo sociale rivolti ai propri cittadini. Politiche che, a quanto pare, sono di secondaria importanza rispetto a quelle di pseudo accoglienza per immigrati e rom.

Il presidio di sabato vorrà essere una forma di protesta contro l’indirizzo politico della giunta Tambellini – conclude CPI Lucca – e uno strumento per incoraggiare e sostenere tutti quei lucchesi che non intendono accettare questo stato di cose. Contestualmente al presidio, CasaPound lancerà un nuovo progetto di ‘ascolto’ rivolto ai cittadini, con il quale verranno raccolte le loro problematiche per poi portarle all’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto del sindaco”.




Cittadinanza onoraria ai figli di immigrati. CasaPound Italia “Basta strumentalizzare la Città di Lucca”.

5 10 2013
Lucca, 5 ottobre – “L’attuale Amministrazione utilizza ancora una volta la Città di Lucca come cassa di risonanza delle battaglie politiche del centrosinistra nazionale”. Così CasaPound Italia commenta la cittadinanza onoraria ‘simbolica’ ai figli di immigrati, ideata e portata avanti dal Comune di Lucca, che ha deciso di inserire all’interno delle celebrazioni delle Mura, la cerimonia di consegna.
“Dopo aver indetto nei mesi scorsi un consiglio comunale ‘straordinario’ sul conferimento della cittadinanza onoraria ai figli di immigrati nati a Lucca – spiega Cpi Lucca – il centrosinistra lucchese ha quindi inserito la cerimonia all’interno di una celebrazione che con queste cose non ha niente a che fare, strumentalizzando le Mura a fini politici. Il centrosinistra nazionale è lanciato in un progetto dogmatico di redifinizione dei concetti di nazione e nazionalità italiana, appoggiando in modo supino l’ideologia dello ius soli, per cui chiunque nasce in Italia dovrebbe diventare automaticamente italiano. Tale ideologia trova vigenza solo nei Paesi nati dall’immigrazione di massa, come gli Stati Uniti. In Europa invece non trova che rare applicazioni, e solo con dei correttivi che ne riducono la portata”.CasaPound Italia denuncia quindi “la visione razzista che dà per scontato che un cittadino straniero in Italia voglia e debba diventare italiano per essere finalmente un essere umano di serie A. Gesti eclatanti come la cerimonia indetta dal Comune, mirano solo a far considerare ‘ovvio’ un qualcosa che ovvio non è, a chiudere gli spazi di dibattito, a istituzionalizzare un’ideologia faziosa che non consente ad un non-italiano, di potere vivere in Italia senza rinnegare la propria origine”.

CasaPound aggiunge che “se l’approccio al fenomeno immigratorio va cambiato si deve semmai andare nella direzione opposta a quella intrapresa dal Comune. La tragedia di Lampedusa ci deve ammonire in tale senso: essa non è che il drammatico emblema del fallimento delle politiche immigrazioniste sostenute dalla sinistra ed estremizzate dal Presidente della Camera Boldrini e dall’attuale ministro Kyenge. Un approccio che intenda risolvere concretamente il problema non può che individuare nell’immigrazione di massa una tragedia per chi si sposta e per chi accoglie. Favorire l’immigrazione e sponsorizzare iniziative come quelle di domani significa alimentare la tragedia”.





No Boldrini No Ius Soli

30 05 2013

boldrini





Ius soli, CasaPound Italia: pronti a scendere in piazza se passa linea Kyenge

9 05 2013

Roma, 9 mag – “Il ritorno alla carica sulla questione dello ius soli da parte del ministro Kyenge, dopo il pressing di Riccardi nel precedente governo, dimostra ancora una volta che le istanze cosmopolite tipiche dell’estrema sinistra trovano un terreno particolarmente fertile nei periodi di commissariamento della politica ad opera dell’alta finanza”. Lo afferma in una nota CasaPound Italia, intervenendo sulla proposta del ministro dell’Integrazione di cambiare le leggi che regolano la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati. “Cpi – continua la nota – è assolutamente contraria all’introduzione dello ius soli e promette manifestazioni a oltranza qualora la proposta trovasse un concreto sbocco legislativo. Solo chi, per interesse o fanatismo ideologico, è favorevole alla disintegrazione delle identità e all’avanzata del più triviale individualismo può salutare con gioia le modifiche auspicate dal ministro Kyenge. Lo ius soli non ha nulla di ‘ovvio’, a differenza di quanto sostiene la propaganda progressista e confessionale, e infatti è tipico delle ex colonie e dei paesi fondati su forti ondate immigratorie, mentre in Europa e praticamente in tutto il resto del mondo nessuno si sogna di considerare la nazionalità come una t-shirt che si può scegliere e cambiare a piacimento. Viceversa – continua CasaPound – lo ius sanguinis non è quel retaggio medievale che ci vogliono far credere ma una semplice regola di buon senso che basa la società sulla continuità, sulla filiazione, sul legame tra le generazioni. Dietro le buone intenzioni umanitarie, inoltre, si nasconde un razzismo strisciante, se è vero che i fan dello ius soli non immaginano regalo migliore da fare agli immigrati che ‘innalzarli’ al nostro livello, come se la concessione della cittadinanza fosse un premio da concedere a chi ha avuto la ‘sfortuna’ di non nascere italiano. La presunta ovvietà dello ius soli viene del resto meno se la immaginiamo al contrario: è evidente a tutti che il figlio di un imprenditore italiano trasferitosi in Cina non diventa, per questa contingenza, un cinese”. CasaPound conclude affermando che “sarebbe beffardamente ironico se questa riforma devastante passasse per volontà di un governo voluto e sostenuto da quel Pdl sempre pronto a cavalcare certe tematiche in chiave elettorale, anche beceramente, per poi sistematicamente dimenticarsene nel Palazzo”.