Dis-Abilità

12 03 2014

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Impavidi Destini ora anche a Lucca

18 01 2014

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Sostegno ai disabili: sbarca a Lucca l’associazione “Impavidi Destini”

17 01 2014

Lucca, 17 Gennaio – “Basta cittadini di serie A e serie B. Rispetto per i disabili”: questo il testo dello striscione con il quale l’associazione nazionale “Impavidi Destini” si presenta alla città di Lucca.

“Impavidi Destini” è un gruppo di persone che, all’interno di CasaPound Italia, opera e si occupa fin dalla sua nascita di promuovere su tutto il territorio nazionale campagne di sensibilizzazione nei confronti dei problemi dei cittadini diversamente abili. Da oggi l’associazione opererà anche in Toscana, avendo la sua direzione proprio a Lucca.

“Parlare di disabilità non è mai facile – dichiarano i portavoce in una nota – perché comprende moltissime situazioni complesse e diverse tra loro, con problematiche quotidiane da affrontare senza poter quasi mai contare sull’aiuto di qualsivoglia istituzione; tuttavia è un dovere farlo. Come Impavidi Destini lo facciamo da ormai due anni, e continueremo nel nostro intento di batterci per un completo ed invalicabile inserimento sociale delle persone con disabilità attraverso varie iniziative: campagne informative contro le barriere architettoniche e sociali, conferenze tematiche e rimanendo sempre in prima fila con le nostre azioni contro la burocrazia, che spesso contrasta con le reali esigenze del disabile.”

“Con il nostro striscione abbiamo voluto trasmettere un messaggio chiaro ed inconfondibile: per noi è di primaria importanza portare alla luce, sensibilizzare l’opinione pubblica, svegliarla sulle problematiche che un disabile deve affrontare ogni giorno – prosegue la nota – per le quali da troppo tempo nella nostra nazione non viene fatto niente di concreto, ad eccezione di qualche sporadica iniziativa qua e là tanto per dare un contentino all’opinione pubblica e fare un articolo sul giornale. In concreto, però, non sono che elemosine.”

“I cittadini tutti, nessuno escluso, devono rendersi conto che i diversamente abili sono parte della società; che vivono, quindi esistono – afferma Impavidi Destini – ed ogni realtà, in primis quella nazionale, politica e di governo, ma anche le singole province e comuni, devono elaborare e mettere in atto programmi, prendere provvedimenti laddove c’è un vuoto, ogni qualvolta vi sia una mancanza nei confronti di un disabile e soprattutto ricordarsi che dietro una persona diversamente abile, sia essa uomo, donna, bambino o adulto, c’è una famiglia. Una famiglia spesso composta da una persona sola che, pur non risparmiandosi in niente, non sempre riesce a sostenere a livello economico ed umano tutto il necessario; è da queste cose che i vuoti devono essere colmati, non solo contando sul meritevole lavoro svolto dalle molte associazioni sul territorio, alle quali va tutta la nostra stima.”

“Le persone devono rendersi conto che un disabile non ha bisogno di carità, di compassione o di belle parole – conclude la nota – e che egli non ha qualcosa in meno, ha semmai una dose di impavidità che va oltre quella che può avere chiunque altro. Un diversamente abile è abituato a combattere ogni giorno con la propria disabilità e tutto quello che comporta, e noi non possiamo esimerci dallo schierarci unitamente per dare il nostro contributo meglio che possiamo contro la totale indifferenza che regna da sempre.”

Per informazioni rivolgersi al 3463205032, all’indirizzo mail impavididestinitoscana@gmail.com oppure alla pagina FB attiva da questa mattina.





Via email l’appello di Impavidi destini a 35 sindaci della provincia di Lucca, no all’Imu sulla prima casa

28 03 2012

Lucca, 28 marzo – No all’Imu sulla prima casa dei disabili. Questa la richiesta che arriva ai 35 sindaci della provincia di Roma da Impavidi Destini, l’associazione di diversamente abili nata in seno a CasaPound Italia, che ha ‘inondato’ di email le caselle postali dei primi cittadini per sollecitarli ad esentare dalla tassa sugli immobili una categoria di persone, come i portatori di handicap, già sovraccaricate di spese e che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi sempre di più in termini reali le forme di assistenza.
‘’La casa di proprietà è un bene necessario e lo è ancora di più se è la prima residenza di un diversamente abile – spiega il responsabile dell’associazione Fabio Barsanti – Per questo motivo chiediamo ai sindaci, che ne hanno facoltà, di esentare dall’Imu la prima casa se è residenza di un diversamente abile: è una questione di equità sociale prima di tutto, ma si tratta anche di non far collassare del tutto un sistema già gravoso per famiglie che andrebbero aiutate e sostenute più delle altre, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che sta vivendo il nostro paese. Ai sindaci diciamo: la Costituzione italiana impone di assicurare ai disabili una vita libera e dignitosa, e la possibilità di disporre di una casa è il primo requisito per garantire questo diritto’’.





No all’IMU sulla prima casa dei disabili

28 03 2012