Casapound Italia, tre lucchesi in corsa per la Camera

28 01 2013

 

 

 

Con Casapound Italia la rivoluzione di destra è pronta a sbarcare in Parlamento. Per la prima volta dalla sua nascita nel 2008, infatti, l’associazione culturale si presenta alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio con una propria lista. Fatta di giovani (la media di età dei candidati per la Camera è di 27 anni), impegnati praticamente dall’inizio nell’attività politica sul territorio e di tanti lucchesi. Tre, infatti, i rappresentanti della nostra città nella lista toscana per la Camera: Fabio Barsanti, coordinatore regionale del movimento, 31 anni, laureato in scienza giuridiche e “oscillante – dice – fra il precariato e la disoccupazione”; il coetaneo Simone Pellico, responsabile provinciale di Casapound Lucca, dipendente in uno studio legale e Lorenzo Del Barga, 25 anni appena compiuti, laureando in marketing, responsabile della sezione lucchese del gruppo di protezione civile La Salamandra.

“La nostra attività – spiega Barsanti, un passato da candidato indipendente al Consiglio comunale di Lucca nelle liste del Pdl – spazia su tutto il territorio nazionale dal 2008 dal sociale al culturale allo strettamente politico e conta su una forte base militante in termini volontaristici. Ci presentiamo alle elezioni forti di un programma in 18 punti e di candidature in 14 collegi alla Camera e in 13 al Senato. Tutti candidati giovani in un momento che richiede alternative a cittadini ed elettori dopo momenti di grossa difficoltà nella gestione della cosa pubblica e di scandali in serie. Un’alternativa, la nostra, pulita, giovane, ma ben salda per una protesta politica e non antipolitica dopo un periodo dominato da poltiche neoliberiste e a sovranità limitata. Per Lucca, in particolare, sono stati scelti tre esponenti che fanno parte del movimento dalla sua fondazione, che hanno esperienze specifiche sulle tematiche territoriali e tante idee anche per il territorio di Lucca. I dieci punti del programma attuale sono legati in particolare alla crisi e a una visione etica, sociale e nazionale”. 
“Siamo noi – aggiunge Simone Pellico – l’unica reale novità politica dell’ultimo lustro. Non esiste un altro movimento come il nostro, autofinanziato, senza legami con i poteri forti e senza padrini. Un movimento di giovani preparati che rischiano per le proprie idee. Il nostro programma non è, però, un programma moderato come non è moderato il nostro modo di protestare in un mondo in cui nessuno è mai responsabile di nulla. Non accettiamo, per esempio, che sul caso Mps Bersani e il Pd si lavino le mani dalle proprie forti responsabilità. E il segretario del Pd non deve, in questo senso, rispondere al Pdl o ad altri partiti ma a tutto il popolo italiano. Noi vogliamo invece portare la politica al centro del sistema statale e subordinarvi l’economia e la finanza. In questi anni la democrazia è stata usata e strumentalizzata e in qualche modo sospeda per gli umori del mercato. Si dice tanto che il governo Monti ha sbagliato e si punta il dito solo sulle sue responsabilità, ma non su coloro che hanno votato ed avallato i suoi provvedimenti. Gli stessi che dopo le elezioni vogliono tornare a fare un accordo e che nelle proprie liste presentano il peggio della storia politica del paese”. Una critica anche ai giovani che scendono in politica: “I giovani in politica – dice – sono i primi traditori della loro generazione. Sono dei corpi senza sangue, mentre noi combattiamo per le nostre idee e siamo l’unico movimento credibile per quello che costruiamo tutti i giorni dell’anno, non come i grillini, che sono nati ieri e moriranno domani”. 
Parte così la campagna elettorale di Casapound Italia a Lucca, per cui non mancheranno iniziative eclatanti: “Noi uniamo – spiega Barsanti – in perfetto stile futurista la forma artistica alla comunicazione, anche politica. Presenteremo le nostre idee appoggiandoci alle nostre sette sezioni provinciali e ai dieci nuclei totali in Toscana, battendo il territorio in maniera capillare. Parlando dei problemi occupazionale, chiedendo gestioni trasparanti nella politica e nell’economia”. “E anche se non vorranno riconoscerci i nostri spazi – aggiunge Pellico – visto che non abbiamo né amici, né padrini, né padroni, ce lo prenderemo in qualche modo, con la bellezza del nostro agire politico. E se necessario lo faremo anche in maniera eclatante. Ricordando che quello per noi è l’unico vero voto utile perché siamo propositivi e perché non è più il tempo di andare a votare per scegliere il male minore. E anche un’alternativa all’astensionismo delle tante persone disamorate dalla politica”. 
Il candidato premier di Casapound Italia, capolista alla Camera in tutte le circoscrizioni, sarà Simone Di Stefano. Gli eventuali rimborsi elettorali che arriveranno nelle casse del movimento, affermano i rappresentanti lucchesi, saranno rigorosamente destinati al sociale.

Enrico Pace

conferenza

http://www.luccaindiretta.it/2011-08-07-02-51-05/item/4883-casapound-italia-tre-lucchesi-in-lista-per-una-rivoluzione-di-destra.html





Fabio Barsanti (PdL) prende la mira: “Urbanistica, emergenza casa, giovani: ecco tre priorità”

25 04 2012

Lui, di finire alla ribalta per l’atto di teppismo perpetrato al suo comitato elettorale, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Ha pensato lungamente se candidarsi,  ma, una volta fatta la scelta, si è buttato a peso morto sui programmi, non dimenticandosi di ricordare le tante iniziative fatte in questi anni. Il suo sito è pieno di spunti su come Fabio Barsanti, leader regionale di CasaPound, lucchese candidato da indipendente nel PdL, vorrebbe vedere Lucca. Trent’anni, metà spesi nell’impegno politico senza nessun tipo di ritorno personale, anzi, Barsanti è sicuramente uno dei volti più gettonati di questa campagna elettorale. Nella sede del comitato e dell’associazione ha ancora sulla scrivania un secchio con i resti del mattone e dei calcinacci usati per provare a sfondare la vetrina.

Lei fa parte di un movimento molto impegnato in politica e in attività sociali e culturali, ma che non sembra incline all’impegno elettorale: perché ha scelto di candidarsi?

“In realtà Casapound vanta già qualche esperienza elettorale; vero che privilegiamo la cultura, la solidarietà, ma siamo prima di tutto un’associazione politica e, per restare alla sola Toscana, abbiamo quattro consiglieri comunali e due di quartiere”.

E perché ha scelto proprio il PdL?

“E’ un partito che ha manifestato disponibilità e nessuna pregiudiziale verso di noi. CasaPound anche in altre realtà si è affiancata al PdL, in altre ancora a liste civiche o alla Lega. Con la mia candidatura abbiamo provato a dare concretezza alle tante iniziative sviluppate. A Lucca la scelta è stata anche conseguenza alla scela del candidato sindaco: alcuni sono poco credibili, altri non sono le persone giuste. il PdL, nonostante a livello nazionale non ci sia accordo su molti temi, è stato corretto e per noi è il principale interlocutore a livello locale. Senza dimenticare che è il principale partito di centrodestra e che ci stimola far parte di questa sfida che mira a recuperare anche le energie esterne al partito”.

Ma non è, per voi, movimento giovanile per eccellenza,  una contraddizione appoggiare Mauro Favilla, il più anziano candidato in gara?

“Il brio e la gioventù la portano la coalizione, ma, a parte questo, va detto che  Favilla è la persona più idonea per essere il primo cittadino ed è favorito per arrivare al ballottaggio ed scongiurare l’ipotesi di far finire la città in mano al centrosinistra. E poi, a proposito di età, ma avete visto che energia e voglia di fare mette Favilla?”.

Tre punti irrinunciabili, in sintesi, del suo programma.

“Urbanistica: deve diventare l’arma per recuperare i tanti spazi da noi censiti in passato e lasciati in abbandono, può diventare lo strumento per trasformare in meglio la città. Emergenza abitativa: anche a Lucca il problema esiste, eccome. Noi proponiamo il mutuo sociale, ovvero la costruzione di case popolari non in affito ma a riscatto, con una rata massimo di un quinto dello stipendio e senza il ricorso alle banche. Giovani: dobbiamo riportate appetibile Lucca rivedendo il regolamento dei pubblici esercizi che ha limitato tropp la vita dei locali e svilito il centro. Pensiamo a proposte innovative come il recupero di spazi anche delle Mura per nuovi locali, oltre a un diverso e più intenso utilizzo del parco Fluviale e del mercato del Carmine”.

Piazzale Verdi e il Parco delle Rimembranza: nei mesi scorsi avete contestato duramente il progetto Piuss del Comune per costruire un’arena della musica al posto dell’area dedicata ai caduti della Prima guerra mondiale: e ora? Fate retromarcia?

“Manteniamo il punto: per noi la tutela del Parco sotto il profilo storico, culturale e anche legale, è un punto fermo. Il Piuss è una bella occasione di crescita, ma il Parco deve essere valorizzato come un’area dall’alto valore simbolico. Vedo quella zona pedonalizzata e rivitalizzata”.

Prima ha fatto riferimento alla necessità di evitare che il Comune finisca al centrosinistra: quali le vostre ragioni?

“Dobbiamo salvaguardare la nostra specificità politica e scongiurare i diktat della Regione in primis, cosa sicuramente molto più difficile nel caso in cui alla guida di Regione, Provincia e Comune ci sia la stessa amministrazione. E poi, io la Toscana la giro e vedo come amministra il centrosinistra: andata e Pisa, Pistoia o Massa e guardate come sono: Lucca è amministrata molto meglio. Infine, verso il mondo associazionistico le amministrazioni di centrosinista sono molto meno pluraliste. Noi ci siamo visti togliere dall’amministrazione provinciale una sala per un convegno sull’emergenza abitativa in base a motivazioni vecchie di 60 anni”.

Già, a chi le dice “io con i fascisti non ci parlo” cosa risponde?

“Che intanto siamo nel 2012 e non nel 1945 e che noi siamo contro ogni nostalgismo: chi è bloccato a quel momento storico è chi si rifà all’antifascismo. Di quelle esperienze facciamo tesoro, ma siamo radicati nell’oggi e guardiamo al domani. Forse è per questo che alcuni non cercano il confronto: noi crediamo nel confronto civile, qualcuno ne ha paura perché usciamo dallo stereotipo con cui provano a ingabbiare chi la pensa diversamente da loro”.

gazzettadilucca.it





Ezra Pound calpestato due volte

31 01 2012

Restituite a Casa Pound la possibilità di usare il nome del poeta. Primo, perché se i geni sono universali ognuno è libero di venerare il genio che vuole. Secondo, perché non si tratta di appropriazione indebita o di uso distorto del poeta. Lo dico a sua figlia Mary che è ricorsa ai giudici, lo dico agli intellettuali che hanno firmato il solito ‘giù le mani da’ Ezra Pound perché poeta universale (ma lo scoprono solo ora, fino a ieri lo dannavano perché fascista). Dov’è lo scandalo se i ‘fascisti’ si richiamano a Pound? Come potete dimenticare i suoi discorsi appassionati e deliranti – ma i poeti a volte delirano – alla radio a sostegno del fascismo e poi della repubblica sociale, in piena guerra? E dopo la caduta del fascismo, come potete ignorare i versi dei canti pisani su ‘Ben e la Clara a Milano’, appesi per le calcagna? E i Cantos donati di persona a Mussolini, il libro ‘Jefferson e Mussolini’, le sue battaglie contro l’usura? Come potete dimenticare quei giorni bestiali nel campo di concentramento di Coltano in cui il poeta fu esposto in gabbia, sotto i fari, costretto pure a defecare davanti a tutti, come una scimmia, proprio perché considerato fascista? E poi fu internato in un manicomio criminale negli Stati Uniti, che lo condusse davvero alla follìa e al mutismo… Persino l’ultimo, vecchio Pound accompagnato da Piero Buscaroli in visita a Ferrara, che accarezza silente i fasci littori di Palazzo Diamanti… Non potete calpestarlo due volte, la prima per fargli pagare il suo fascismo, la seconda per negarlo.

Marcello Veneziani

http://www.ilgiornale.it





Roma: ‘Le Monde’ dedica una pagina a CasaPound, ‘casa nera’ all’Equilino

12 01 2012

Roma, 10 gen. (Adnkronos) – Un’intera pagina dedicata a CasaPound su ‘Le Monde’ di oggi con una grande foto e un’intervista al leader del movimento, Gianluca Iannone. ”E’ una casa nera” il titolo dell’articolo, una sorta di viaggio-inchiesta dentro Cpi e dentro la ‘casa’, il palazzo occupato nel 2003 in via Napoleone III a Roma, ”attaccato alla collina dell’Esquilino”. Un viaggio che comincia dall’ingresso dello stabile, che il quotidiano francese definisce la ”hall of fame”, sulle cui pareti compaiono i nomi dei ‘numi tutelari’ del movimento.

”Le Monde” cita tra gli altri Corto Maltese, Hugo Pratt, Filippo Tommaso Marinetti, Che Guevara, Massoud, Jack Kerouac, Luigi Pirandello, Saint-Exupe’ry, J. R. R. Tolkien, Knut Hamsun. ”La camera di un adolescente confuso”, dice il cronista. Iannone replica: ”L’adolescenza e’ un momento di passaggio e di trasformazione. Si prende il meglio di tutto, quale che sia l’ideologia”. Poi il lader di Cpi spiega: ”Per entrare nella nostra lista bisogna essere stati controcorrente, aver sacrificato la propria vita per una causa, per aver ostentato la sua liberta’ intellettuale”.

Iannone definisce Cpi ”una forza tranquilla”, poi, parlando del rapporto del movimento con il fascismo afferma: ”Il fascismo per noi non e’ ne’ una nostalgia ne’ una speranza, ma vogliamo che si possa almeno parlare dei suoi effetti benefici. L’Italia fascista ha conosciuto un periodo di sviluppo economico e industriale intenso”. Nell’inchiesta di ‘Le Monde’ non poteva mancare il riferimento alla strage di Firenze e a Gianluca Casseri. ”Il movimento prende le distanze”, spiega il quotidiano, citando un comunicato di CasaPound.

http://www.liberoquotidiano.it/news/907269/Roma___Le_Monde__dedica_una_pagina_a_CasaPound___casa_nera__all_Equilino.html




La destra in cortocircuito sui fieri ragazzi di Dakar – Intervista a Buttafuoco

15 12 2011

dal CORRIERE FIORENTINO, 15/12/2011

Pietrangelo Buttafuoco, scrittore, come si spiega questa tragedia?

«Partiamo da un dato di carne e sangue, e confrontiamoci con le storie degli uomini ammazzati; senegalesi che attraversano il buio e il mare per arrivare in Italia. Ne parlo anche in “Cabaret Voltaire”; la loro eleganza e la loro fierezza sono quanto di meglio si possa immaginare nel nostro orizzonte di occidentali stanchi, deprivati e perduti di qualsiasi identità. Quindi chissà cos’è successo nella testa di questo squinternato per scegliere proprio loro come bersaglio, con la loro nobilità e il loro senso dell’avventura; tutte cose che si possono trovare nei sogni e negli immaginari jungeriani ed evoliani. C’è un cortocircuito spaventoso. Fa gioco la criminalizzazione e sarebbe devastante privare questo mondo fatto di suggestioni e di simboli e ridurlo al rango di simili pazzie».

Quindi, secondo lei, la vicinanza a CasaPound non c’entra nulla.

«CasaPound è una cosa diversa rispetto alle stupidaggini dell’estremismo di destra; se c’è un marchio di identificazione della stupidità, nell’estrema destra ne trovi a bizzeffe. Ma CasaPound non ha il linguaggio nostalgico che invece i giornali vogliono darle. I politici d’accatto e i giornali sono più feroci nel perseguirli di quanto lo sia la stessa polizia. Pensiamo allo stesso simbolo della tartaruga: è creato apposta per non utilizzare un armamentario vecchio e ridicolo».

Ma in questi centri sociali non rischia di accendersi anche qualche fiammella d’odio?

«È ovvio che loro devono fare un’operazione di riflessione e ripensamento, come diceva anche Alessandro Giuli, ma non c’è nessuna connessione fra questa storia orrenda e CasaPound; qualsiasi loro sede è aperta a chiunque voglia entrare. A Roma nelle loro cantine trovi batterie e amplificatori con cui suonano, fanno musica e canzoni. Prendiamo anche i manifesti: la grafica ha un linguaggio che non rientra nei canoni di una volta».

Il razzismo non abita a CasaPound insomma.

«Se ci sono fosse solo l’ombra o un cenno di razzismo io non ci metterei mai piede. E invece ce lo metto volentieri: è l’unica realtà di destra che non corrisponde ai clichè idioti di razzismo e cecità ideologica cui volentieri si offrono le altre mille sigle della galassia dell’estrema destra. CasaPound ha cercato sempre di utilizzare un linguaggio, un cifrario e uno stile che non corrispondono al nostalgismo. Le loro espressioni tipicamente giovanili — di ragazzi stiamo parlando — sono concentrate nella musica, nelle aggregazioni e nell’attività di solidarietà. C’è una criminalizzazione nei confronti di CasaPound che viene da lontano, perché la sua assenza di nostalgia diventa un motivo accattivante presso l’opinione pubblica. E questo a qualche giornale non piace».

Buttafuoco, non vedrà mica un complotto dei giornali?

«Non si tratta di complotto: è un riflesso condizionato, è Pavlov con la scodella per il cane. È accanimento nei confronti di CasaPound, che non corrisponde alle solite caricature. E non c’è niente di peggio del neofascismo idiota e caricaturale di tutti quelli che straparlano senza avere senso del reale e che non vivono in contemporaneità con il proprio tempo. Faccio un esempio: qualche tempo fa c’è a Roma c’è stata una manifestazione dei black bloc e nelle redazioni era circolata ad arte la voce che dietro di loro ci fossero militanti di CasaPound mimetizzati; se fosse stata vera sarebbe successo l’inferno. Ma CasaPound è una struttura aperta, tantissimi ospiti di sinistra sono intervenuti a presentare libri, dalla Concia a Sansonetti. Ed è meschino il calcolo di qualche consigliere comunale del Pd che pensa che CasaPound sia una fabbrica di mostri. Andassero a vederla».

Ma davvero secondo lei l’azione di Casseri non ha motivazioni politiche?

«È ovvio che questo squinternato pescasse dentro i propri incubi. È materia pericolosa. Qualsiasi libro diventa incendiario, anche Breivik citava la Bibbia, ma non per questo la Bibbia merita di essere trascinata nella sua follia. Ripeto, dal dopoguerra a oggi c’è stato un processo di mostrificazione della destra. Faccio un esempio schifoso: quando a Roma arrestarono un coordinatore di circolo del Pd nessuno volle — giustamente — accusare il Pd in quella vicenda orrenda. Fosse stato del Pdl avrebbero fatto una puntata in tv sul corpo delle donne nell’era di Berlusconi. La destra in Italia ha fragilità di linguaggio e handicap che agevolano la mostrificazione. E io non mi stanco mai di dire ai ragazzi di CasaPound che se devono trovare un ideale che corrisponde alle loro letture, lo cerchino più volentieri in Oriente, nell’Induismo o nell’Islam che altrove».

David Allegranti
RIPRODUZIONE RISERVATA





Casa Pound sfila per difendere il Parco della Rimembranza

13 11 2011

Loro, di scambiare uno angolo sacro con l’ennesimo spazio ludico per il popolo bue, non ne vogliono nemmeno sentire parlare. Da mesi Casa Pound Lucca si è affiancata a Italia Nostra ad Assoarma e alle altre associazioni che si oppongono allo smantellamento del Parco della Rimembranza, dedicato ai caduti lucchesi della prima guerra mondiale, voluto dal Comune per far posto ad una stravagante arena da usare per concerti ed altre amenità varie. Sacro, appunto, contro ludico.

Dopo le ripuliture dello spazio trascurato in modo imbarazzante dall’amministrazione comunale, che svolge altrove persino la manifestazione del 4 novembre, quella che ricorda la vittoria nel primo conflitto, dopo l’apposizione di corone e la raccolta firme insieme alle altre associazioni, Casa Pound ha scelto di scendere in piazza organizzando un corteo per la città con partenza e arrivo proprio in piazzale Verdi al monumento ai caduti.

Oltre un centinaio i partecipanti, la maggior parte dei quali giovani, in alcuni casi giovanissimi, proprio come i tanti lucchesi che caddero nel primo conflitto mondiale e a cui la città, pagando di tasca propria, negli anni venti dedicò il parco piantando un albero per caduto;  alberi che per tanto tempo hanno riportato anche la piastrina con il nome del concittadino. E proprio nel tentativo di ricordare questo legame tra gli alberi e i caduti che i ragazzi di Casa Pound hanno ricercato negli archivi i nomi di circa 60 caduti lucchesi, con tanto di data e luogo di nascita e di morte.

Alla fine del corteo, proprio nel tentativo di risacralizzare lo spazio, sono stati letti tutti i loro giovani nomi e sono state apposte nuove targhe a tutti gli alberi . Questi alberi, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrebbero essere spostati insieme ai due monumenti e ripiantati (con quali probabilità di sopravvivenza non è chiaro vista l’età, o forse lo è persino troppo…) in un angolino della piazza o in un baluardo, confinati dove molti portano i cani a fare i propri, improrogabili bisogni.

Il Parco in sostanza, perderebbe ogni centralità, come sottolineano Fabio Barsanti e Simone Pellico: “Il Parco è sorto qui proprio per la sua posizione ed importanza, non avrebbe senso spostarlo e marginalizzarlo, senza considerare che tutto questo non è permesso dalle disposizioni di legge in merito di luoghi deputati al ricordo dei caduti. Siamo fiduciosi che la Sovrintendenza si opponga in modo definitivo a questo tentativo di far ballare le persone sulla testa dei morti, visto che qui, almeno simbolicamente, sono sepolti i nostri concittadini che hanno donato il loro fiore più bello per tutti noi: la loro vita”.  Nello striscione che apriva il corteo sono stati chiamati “i nostri eroi”:  che gli eroi dei nostri giorni siano diventati i cantanti di “Amici”?

http://www.gazzettadilucca.it





Assoarma di Lucca: “Bene la ripulitura del Parco della Rimembranza ma niente simboli politici”

1 08 2011

Ho letto su La Gazzetta di Lucca, giornale Internet, che CasaPound Italia (o Lucca?) ha ripulito il Parco della Rimembranza, il 9 c.m., raccogliendo 15 sacchi di rifiuti. Iniziativa encomiabile, ma da chi hanno avuto il permesso di mettere le mani su un monumento nazionale, di recintare, sia pure con strisce bicolori, un luogo pubblico?  Probabilmente il permesso se lo sono preso da soli.

Inoltre lo stemma di Casa Pound Italia appoggiato sul basamento del “Faro”, non mi è piaciuto per niente, mentre sono da lodare i nastrini tricolori posati sull’Ara e sul “Faro”, come si vede dalle fotografie allegate all’articolo ed in Internet sul sito CasaPound.

Sono andato nel Parco ed ho eseguito delle riprese fotografiche, che mostrano l’ottimo lavoro eseguito, poi ho fatto ricerche su Casa Pound Italia e CasaPound Lucca, che ha sede in Via Michele Rosi 63 (in Borghi) e sul significato del nome. Tra i numerosi significati lessicali che il vocabolo inglese “Pound” può avere, vi è anche “prigione”. Che Casa Pound voglia dire CasaPrigione? CasaPound è collegata al Blocco Studentesco ed all’Associazione Culturale Epsilon, tutti di chiara coloratura politica.

Le Associazioni d’Arma, le Unioni, i Combattenti e Reduci e tutte le altre organizzazioni che ASSOARMA Lucca rappresenta hanno, nei loro Statuti, l’assoluta apartiticità ed apoliticità. Noi abbiamo giurato fedeltà alla Repubblica Italiana ed ai suoi ordinamenti, quindi, nel mentre ringraziamo i ragazzi per il lavoro svolto nel Parco della Rimembranza e per l’impegno alla sua difesa ed alla diffusione delle sua conoscenza, contro l’aggressione comunale che vuol realizzarvi “Il nuovo anfiteatro”, li invitiamo a non esporre il loro simbolo sul monumento nazionale che ricorda i 650.000 caduti nella Grande Guerra.

Non abbiamo pregiudizi verso nessun simbolo, salvo quelli proibiti per legge e finché il tutto rimane nella legalità e nell’ordine civile che tanto sangue è costato a questo Paese,  ognuno può mostrare liberamente i propri ideali. Il Parco della Rimembranza di Lucca è di tutti i lucchesi, è delle centinaia dei nostri nonni (per voi ragazzi, bisnonni) che non tornarono più ed i cui corpi non hanno una tomba (i tigli sono le tombe simboliche dei “morti senza croce”, quindi non è consentito appoggiarvi nessun simbolo, nessuna bandiera, se non quella tricolore della Repubblica Italiana.

Sperando che l’invito sia compreso, vi ringraziamo per la bella ripulita che avete fatto, dando uno schiaffo morale a chi, pur investito dell’obbligo istituzionale di mantenere il decoro del Parco, se n’è sempre, come dite voi “fregato”.