Telecom, Alitalia, Ansaldo – l’Italia non si svende

30 09 2013

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Mondiali di ciclismo: CasaPound Italia esibisce striscioni in diretta contro la svendita dell’Italia

30 09 2013

Lucca, 29 settembre – “Telecom, Alitalia, Ansaldo – l’Italia non si svende” e “L’Italia muore, reagisci!”: sono questi gli striscioni con i quali CasaPound Italia Toscana ha inscenato una protesta durante la “Gara in Linea” dei mondiali di ciclismo; dalla partenza avvenuta a Lucca, al passo del S.Baronto per finire sulle colline di Fiesole, in prossimità dell’arrivo, i militanti dell’associazione hanno catturato l’attenzione degli spettatori.

“Con gli striscioni di protesta esibiti in diretta durante i mondiali di ciclismo – dichiara Fabio Barsanti, coordinatore regionale di CPI – abbiamo voluto dimostrare al pubblico e agli spettatori di tutto il mondo che in Italia vi è ancora chi non china la testa di fronte all’ennesima svendita del nostro patrimonio economico ed industriale. Di fronte alla quasi totale indifferenza della classe politica, e grazie ad una sistematica ‘distrazione’ degli italiani operata dai media, il nostro paese continua ad essere in saldo e a perdere settori strategici per la sua sovranità nazionale.”

“Il passaggio di Telecom in mano spagnola, l’imminente acquisto di Alitalia da parte dei francesi e le ipotesi di trattative per la cessione di Ansaldo all’americana General Electric – prosegue la nota – sono il frutto di una politica scellerata ed anti-nazionale, iniziata con le privatizzazioni fallimentari di vent’anni fa e completata oggi con la nascita di governi, come quello Monti e l’attuale Letta, rispondenti agli interessi della finanza internazionale, appoggiati e sostenuti sia dal centro-sinistra che dal centro-destra.”

“CasaPound Italia, come la maggioranza del popolo italiano, non intende accettare che il nostro paese sia l’unico in Europa a non perseguire una politica con al centro l’interesse nazionale – conclude Barsanti – e si opporrà a qualsiasi operazione o tentativo di svendita di settori fondamentali dell’economia. Il nostro paese ha bisogno di una classe dirigente che persegua gli interessi dell’Italia, con una seria e programmata politica industriale e di sovranità nazionale. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte all’uccisione programmata dell’Italia e del suo futuro.”