No Boldrini No Ius Soli

30 05 2013

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24/5 Omaggio a Dominique Venner, Samurai d’Occidente

24 05 2013

Roma, 24 maggio – ‘’Onore a Dominique Venner, samurai d’Occidente’’. Con striscioni affissi in una cinquantina di città dal nord al sud del Paese, CasaPound Italia ha voluto ricordare lo storico francese che si è dato volontariamente la morte il 21 maggio a Notre Dame ‘’per risvegliare le coscienze addormentate’’ e ‘’rompere la letargia che ci sopraffa’’, come lo stesso Venner ha spiegato in una lettera-testamento.
‘’Quello di Venner – sottolina Cpi in una nota – è un atto tanto estremo quanto lucido e consapevole, che nulla ha a che vedere con i gesti tragici, isterici e insensati con cui la cronaca ci ha abituati a fare i conti in questo secolo: niente a che fare con il fanatismo religioso di chi usa la mannaia per seminare vuoto terrore, né con la rabbia feroce e distruttiva di chi uccide in strada a colpi di piccone o con la cieca disperazione di chi, vittima di se stesso e del sistema perverso in cui vive, si toglie la vita insieme ai figli, privandoli dell’unica cosa che nessuno poteva togliergli, la possibilità di essere. ‘Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un’etica della volontà’, ha scritto Venner: una scelta esistenziale da guardare con rispetto, che lo colloca tra i pochi uomini liberi del nostro tempo”.





Onore a Dominique Venner

24 05 2013

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Suicidio Venner, CasaPound: basta banalizzazioni, lui come Mishima e Palach

22 05 2013

Roma, 22 mag – “Il modo in cui la stampa italiana sta raccontando l’estremo sacrificio di Dominique Venner testimonia una volta di più il provincialismo culturale del nostro paese. Si è voluto trasformare uno spirito eroico della genia dei Mishima e dei Palach in un banale caso di omofobia patologica, segno che le motivazioni di questo gesto sono state totalmente misconosciute”.

Così CasaPound Italia commenta il suicidio dello scrittore francese avvenuto ieri nella cattedrale di Notre-Dame. “Venner – prosegue la nota – era sì un oppositore di una legge irresponsabile, che fa molto di più che regolarizzare fenomeni in atto, ma è del tutto superficiale e riduttivo fare di lui un mero ‘attivista anti-gay’, come è stato scritto. La sua lettera d’addio è priva del benché minimo accento d’odio o di risentimento, ma rappresenta anzi un testamento spirituale colmo d’amore per la Francia e per l’Europa. Ciò che Venner voleva combattere era molto di più che una legge, era il suicidio quotidiano di una civiltà ormai incapace di prendere in mano il proprio destino. Il suo gesto va misurato sulla scala degli esempi fuori dal tempo, non su quella della contingenza politica”. Lo scrittore francese, prosegue Cpi, “è stato un modernizzatore lucido della destra francese ed europea: ha parlato di organizzazione agli spontaneisti, di scienza agli spiritualisti, di Europa ai nazionalisti. La sua produzione storiografica è stata torrenziale, il suo contributo a movimenti come quello della Nouvelle Droite essenziale. Per tutti questi motivi, Venner merita di essere ricordato secondo il rango che gli era proprio anziché essere confuso con quelle forme di attivismo paranoide e puritano di matrice essenzialmente statunitense. In un mondo abitato da individui che sacrificano l’interesse collettivo per salvare se stessi, Venner ha voluto sacrificare se stesso per salvare il suo popolo. Alla sua memoria va il pensiero commosso di tutta la comunità di CasaPound Italia”.





No al contributo volontario

10 05 2013

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Ius soli, CasaPound Italia: pronti a scendere in piazza se passa linea Kyenge

9 05 2013

Roma, 9 mag – “Il ritorno alla carica sulla questione dello ius soli da parte del ministro Kyenge, dopo il pressing di Riccardi nel precedente governo, dimostra ancora una volta che le istanze cosmopolite tipiche dell’estrema sinistra trovano un terreno particolarmente fertile nei periodi di commissariamento della politica ad opera dell’alta finanza”. Lo afferma in una nota CasaPound Italia, intervenendo sulla proposta del ministro dell’Integrazione di cambiare le leggi che regolano la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati. “Cpi – continua la nota – è assolutamente contraria all’introduzione dello ius soli e promette manifestazioni a oltranza qualora la proposta trovasse un concreto sbocco legislativo. Solo chi, per interesse o fanatismo ideologico, è favorevole alla disintegrazione delle identità e all’avanzata del più triviale individualismo può salutare con gioia le modifiche auspicate dal ministro Kyenge. Lo ius soli non ha nulla di ‘ovvio’, a differenza di quanto sostiene la propaganda progressista e confessionale, e infatti è tipico delle ex colonie e dei paesi fondati su forti ondate immigratorie, mentre in Europa e praticamente in tutto il resto del mondo nessuno si sogna di considerare la nazionalità come una t-shirt che si può scegliere e cambiare a piacimento. Viceversa – continua CasaPound – lo ius sanguinis non è quel retaggio medievale che ci vogliono far credere ma una semplice regola di buon senso che basa la società sulla continuità, sulla filiazione, sul legame tra le generazioni. Dietro le buone intenzioni umanitarie, inoltre, si nasconde un razzismo strisciante, se è vero che i fan dello ius soli non immaginano regalo migliore da fare agli immigrati che ‘innalzarli’ al nostro livello, come se la concessione della cittadinanza fosse un premio da concedere a chi ha avuto la ‘sfortuna’ di non nascere italiano. La presunta ovvietà dello ius soli viene del resto meno se la immaginiamo al contrario: è evidente a tutti che il figlio di un imprenditore italiano trasferitosi in Cina non diventa, per questa contingenza, un cinese”. CasaPound conclude affermando che “sarebbe beffardamente ironico se questa riforma devastante passasse per volontà di un governo voluto e sostenuto da quel Pdl sempre pronto a cavalcare certe tematiche in chiave elettorale, anche beceramente, per poi sistematicamente dimenticarsene nel Palazzo”.