Vertenza KME: “Serve una nuova IRI”

17 02 2013

Lucca, 17 Febbraio – CasaPound Italia, lista candidata alle prossime elezioni politiche, interviene sui tagli al personale annunciati dalla dirigenza della KME a Fornaci di Barga, rilanciando la fondazione di una nuova IRI.

“La vicenda della KME, leader mondiale nella trasformazione del rame che occupa a Fornaci di Barga circa 700 persone – scrive in una nota Fabio Barsanti, lucchese candidato alla camera per CasaPound Italia – rappresenta un ennesimo esempio di fuga dall’Italia.

Il crollo del mercato interno ha giustificato, secondo l’azienda, l’esubero di 142 dipendenti. Insieme al personale tagliato, verrà spento il forno di fusione più grande d’Italia: la sconfitta è quindi totale. Il comportamento della proprietà è grave, per la poca concertazione con le parti sociali, per aver garantito solo a giugno scorso produzione e occupazione, e per voler spegnere il forno, prospettando la dismissione del presidio industriale di Fornaci.”

“A fare da sponda al disinteresse sociale dell’azienda – continua il candidato di CasaPound Italia – c’è il declino economico italiano. La pressione fiscale ha colpito in maniera netta imprese e cittadini italiani, aggravando la crisi economica e contraendo i consumi e la produzione. Il Governo Monti, con l’appoggio del PD e del PDL, ha seguito acriticamente la ricetta tedesca dell’austerità, che non si è rivelata una cura, ma un veleno. Ed è proprio in Germania che fugge la KME, facendo perdere all’Italia lavoro, occupazione, produzione, investimenti, tecnologie.”

“Per Fornaci di Barga la prima battaglia è impedire che venga spento il forno, ovvero la fiamma della futura ripresa produttiva. Anche i sindacati e la Provincia di Lucca, invocano ora l’intervento dello Stato, affinché assuma il ruolo che CasaPound Italia afferma da tempo: quello di garante e protettore della produzione nazionale.”

“CasaPound Italia – termina la nota – auspica, allentando il divieto europeo degli aiuti statali alle industrie, la nascita immediata di una nuova IRI, che consenta allo Stato italiano di tutelare l’interesse pubblico alla produzione, acquisendo i comparti strategici, sostituendosi alle aziende che decidono di impoverire il Paese delocalizzando ed impedendo la dismissione dei siti produttivi come quello di Fornaci di Barga, il cui forno rappresenta a tutti gli effetti un bene nazionale.”

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