CasaPound Italia: in piena crisi economica la Regione Toscana stanzia mezzo milione di euro per la “cultura della Resistenza”.

20 02 2013

Firenze, 20 febbraio – E’ di oggi la notizia che la Regione Toscana ha stanziato 442.000 euro per la “cultura della Resistenza”. In un momento di gravissima crisi economica che sta soffocando le nostre imprese e le nostre famiglie, CasaPound Italia ritiene che tali stanziamenti siano una vera offesa per coloro che non riescono arrivare alla fine del mese o che rischiano seriamente di restare senza un tetto sopra la testa.

“Leggere certe notizie ha dell’incredibile – dichiara Fabio Barsanti, coordinatore regionale di CasaPound Italia Toscana e candidato per la stessa lista alla Camera dei Deputati –  soprattutto pensando al governatore Rossi che continua a piangere sostenendo come le casse regionali siano vuote, salvo poi riuscire a trovare quasi mezzo milione di euro da regalare ai suoi compagni di partito”.

“Quei soldi – prosegue Barsanti – potrebbero essere impiegati per dare ossigeno alle imprese in grave crisi, strozzate dalle banche che non concedono più fidi; oppure per migliorare le condizioni del trasporto pubblico regionale, sia su gomma che su rotaia, che ormai sta assumendo sempre più le sembianze di un trasporto con carri bestiame. Insomma, di destinazioni più utili ed urgenti ce ne sarebbero a decine”.

“Si rasenta addirittura il paradosso – conclude il candidato di CasaPound Italia – se si pensa alla famiglia di Scandicci che si è rivolta a CasaPound Firenze, e verso la quale la nostra associazione si è resa disponibile a trovare una soluzione. Una famiglia di tre persone che vive da mesi in un camper, con un figlio di undici anni e la moglie bisognosa di dialisi, ma per la quale pare esserci un alloggio disponibile. Ci chiediamo e chiediamo al governatore Rossi: quante famiglie potrebbero trovare alloggio con 442.000 euro? Evidentemente, in Toscana, la ‘cultura della Resistenza’ è troppo più importante dell’emergenza abitativa e della crisi economica”.





Sovranità Energia per l’Italia

19 02 2013

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17/02: piazza San Michele

18 02 2013

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Vertenza KME: “Serve una nuova IRI”

17 02 2013

Lucca, 17 Febbraio – CasaPound Italia, lista candidata alle prossime elezioni politiche, interviene sui tagli al personale annunciati dalla dirigenza della KME a Fornaci di Barga, rilanciando la fondazione di una nuova IRI.

“La vicenda della KME, leader mondiale nella trasformazione del rame che occupa a Fornaci di Barga circa 700 persone – scrive in una nota Fabio Barsanti, lucchese candidato alla camera per CasaPound Italia – rappresenta un ennesimo esempio di fuga dall’Italia.

Il crollo del mercato interno ha giustificato, secondo l’azienda, l’esubero di 142 dipendenti. Insieme al personale tagliato, verrà spento il forno di fusione più grande d’Italia: la sconfitta è quindi totale. Il comportamento della proprietà è grave, per la poca concertazione con le parti sociali, per aver garantito solo a giugno scorso produzione e occupazione, e per voler spegnere il forno, prospettando la dismissione del presidio industriale di Fornaci.”

“A fare da sponda al disinteresse sociale dell’azienda – continua il candidato di CasaPound Italia – c’è il declino economico italiano. La pressione fiscale ha colpito in maniera netta imprese e cittadini italiani, aggravando la crisi economica e contraendo i consumi e la produzione. Il Governo Monti, con l’appoggio del PD e del PDL, ha seguito acriticamente la ricetta tedesca dell’austerità, che non si è rivelata una cura, ma un veleno. Ed è proprio in Germania che fugge la KME, facendo perdere all’Italia lavoro, occupazione, produzione, investimenti, tecnologie.”

“Per Fornaci di Barga la prima battaglia è impedire che venga spento il forno, ovvero la fiamma della futura ripresa produttiva. Anche i sindacati e la Provincia di Lucca, invocano ora l’intervento dello Stato, affinché assuma il ruolo che CasaPound Italia afferma da tempo: quello di garante e protettore della produzione nazionale.”

“CasaPound Italia – termina la nota – auspica, allentando il divieto europeo degli aiuti statali alle industrie, la nascita immediata di una nuova IRI, che consenta allo Stato italiano di tutelare l’interesse pubblico alla produzione, acquisendo i comparti strategici, sostituendosi alle aziende che decidono di impoverire il Paese delocalizzando ed impedendo la dismissione dei siti produttivi come quello di Fornaci di Barga, il cui forno rappresenta a tutti gli effetti un bene nazionale.”





16/02: piazza San Michele

17 02 2013

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15/02: mercato di Capannori

15 02 2013

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14/02: mercato di Castelnuovo

15 02 2013

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