Caso marò: CasaPound lancia petizione in tutta Italia, passaporto diplomatico per Girone e Latorre

26 12 2012

Roma, 24 dicembre – Una petizione al presidente della Repubblicaperché chieda al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di rilasciare ilpassaporto diplomatico ai marò italiani Salvatore Girone eMassimiliano Latorre, arrestati in India con l’accusa di aver uccisodue pescatori indiani scambiati per pirati e attualmente in Italia peruna licenza di 15 giorni. A lanciarla è CasaPound Italia, che oggi haavviato la raccolta delle firme ai banchetti già predisposti in tuttoil paese per raccogliere le sottoscrizioni per la candidatura delmovimento alle politiche e online all’indirizzo https://www.change.org/it/petizioni/al-presidente-della-repubblica-italiana-al-ministero-degli-esteri-italiano-fornire-un-passaporto-diplomatico-a-salvatore-girone-e-massimiliano-latorre.

”Quella che proponiamo è la soluzione tecnica che uno Stato degno diquesto nome avrebbe dovuto adottare fin dall’inizio per i due soldatidel Reggimento San Marco, invece di acconsentire tacitamente al loroarresto da parte di autorità estere ricoprendo la Nazione di vergogna- spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia ecandidato governatore di Cpi alle regionali del Lazio – Con ilpassaporto diplomatico infatti i due soldati italiani, che,ricordiamo, sono stati catturati in acque internazionalinell’esercizio della loro funzione e hanno già subito quasi 10 mesi didetenzione, verranno, com’è giusto, svincolati dalla giurisdizioneindiana e sottoposti a quella italiana e all’India rimarrà una solapossibilità, espellerli come persone non gradite”.





Riprendiamoci i nostri soldati

26 12 2012

marò





Istruzione: il Blocco Studentesco plaude il Comune sulle politiche giovanili

24 12 2012

Lucca, 24 dicembre – Dopo l’occupazione dell’Agorà interviene sul tema degli spazi di aggregazione anche il Blocco Studentesco, organizzazione di CasaPound Italia che sta muovendo i primi passi anche a Lucca.

“Il Blocco Studentesco si rallegra delle parole dell’assessore alla pubblica istruzione Ilaria Vietina, attraverso la quale il Comune si è impegnato a proseguire sulla strada delle politiche giovanili >.

Per questo – continua la nota – inoltreremo al Comune la richiesta di uno spazio gratuito per poter svolgere liberamente le nostre attività aperte a tutti, ma pregiudicate dal prezzo degli affitti in città, impossibili da sostenere per degli studenti.

Anche se l’iter delle richieste pare comprendere una preventiva occupazione dell’Agorà, salteremo questo passaggio per non dover costringere assessori e consiglieri a fare la spola dal Comune, viste le rigide temperature invernali.”





Gang Calavera in concerto

23 12 2012

gcpt





Elezioni: Di Stefano candidato governatore di CasaPound Italia nel Lazio, al via la raccolta firme per le politiche

20 12 2012

Roma, 19 dicembre – E’ Simone Di Stefano il candidato governatore del Lazio di CasaPound Italia. Ad annunciarlo è stato lo stesso Di Stefano, nel corso di una conferenza stampa a via Napoleone III, alla quale hanno partecipato alcuni dei candidati alle regionali e durante la quale Cpi ha anche annunciato la sua partecipazione alle elezioni politiche.

”CasaPound vuole partecipare alla vita politica della Nazione e si candidia per governare – ha detto Di Stefano – Non ci siamo mai confrontati con l’elettorato, lo facciamo oggi per dare una speranza all’Italia, dopo 10 anni in cui abbiamo dimostrato cosa sappiamo fare, in cui abbiamo costruito su tutti i fronti e sempre contando esclusivamente sulla forza della militanza e dell’autofinanziamento.Vogliamo offrire un’alternativa ai delusi del centrodestra e del centrosinistra e a tutti coloro che non si riconoscono nello schieramento liberista unico che troveranno sulla scheda elettorale, uno schieramento che va da Vendola a Storace, passando per Bersani, Monti e Berlusconi.

CasaPound è una nuova forza politica, diversa da tutte le altre, anche della destra radicale, e fuori da ognischieramento: è contro il governo Monti da sempre, è stato il primo movimento a scendere in piazza contro l’esecutivo tecnico a una settimana dal suo insediamento: per questo – ha sottolineato il vicepresidente di Cpi – credo che avremo un ottimo risultato”.

”Il nostro modello di Nazione – ha spiegato Di Stefano – lo vogliamo iniziare a sperimentare nel Lazio. Noi vogliamo fare di questa regione una roccaforte sociale, un piccolo Stato impegnato in prima persona nello sviluppo dell’economia locale, da cui trarre le risorse per i servizi sociali e sanitari che devono rimanere saldamente in mano pubblica.

Tra i punti qualificanti del nostro programma, c’è la creazione di un ‘Istituto Regionale di Recupero Economico’, uno strumento per intervenire direttamente quando un’azienda sul territorio rischia di chiudere. C’è il Mutuo Sociale, ovvero una soluzione per accedere alla proprietà della prima casa senza passare attraverso le banche, e c’è un fondo regionale per garantire chi cerca casa in affitto. Vogliamo anche l’introduzione di una moneta complementare, l’Equo, che a breve sperimenteremo sul territorio dell’Esquilino, un sistema già utilizzato altrove in grado di rilanciare l’economia locale, garantendo alle famiglie un 30% in piu’da spendere. Soprattutto, vogliamo l’annullamento di ogni finanziamento per i gruppi consiliari e la drastica riduzione delle indennità dei consiglieri, perché la politica, e CasaPound lo sa bene, a nostro avviso, quando le idee valgono, si autofinanzia”.

Lazio: chi è Simone Di Stefano, candidato governatore di CasaPound Italia

Trentasei anni, nato e cresciuto alla Garbatella, quartiere popolare di Roma. Militante politico dall’età di 16 anni nel Movimento Sociale Italiano, lo abbandona nel 1994 dopo la svolta di Fiuggi.

E’ uno dei fondatori di CasaPound, di cui è vicepresidente e responsabile della propaganda e comunicazione. Dopo un diploma da Chef all’istituto alberghiero, indirizza da autodidatta la sua creatività alla comunicazione sul web quando internet era agli albori, fino a farne la sua professione.

Padre separato di due bambine, ha dedicato la sua vita alla militanza politica attiva, occupando palazzi abbandonati per dare un tetto a centinaia di famiglie italiane, organizzando azioni mediatiche eclatanti per tutelare categorie e lavoratori a rischio.

Foto liberamente scaricabili da:

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Il programma di CasaPound Italia in 10 punti.

1. Il nostro Lazio: una roccaforte sociale. Attiva, razionale, popolare.

Le folli politiche liberiste europee mettono le Regioni di fronteall’inevitabile: privatizzare tutti i servizi pubblici, abbandonando i cittadini ad una visione economica che assiste e aiuta solo chi può permetterselo.Per evitare questo scenario, CasaPound Italia vuole trasformare la Regione Lazio in una roccaforte sociale, impegnata in prima persona nello sviluppo dell’economia locale, da cui trarre le risorse per i servizi sociali e sanitari che per CasaPound devono assolutamente rimanere in mano pubblica.La Regione Lazio deve e può diventare un soggetto economico attivo, in grado di operare direttamente in alcuni settori come industria, turismo, agricoltura e distribuzione.La Regione Lazio deve e può ottenere da questa sua partecipazione economica un profitto da utilizzare per le politiche sociali, sanità e trasporti.

2. Economia reale: salvare il lavoro e le attività produttive.

Creare un “Istituto Regionale di Recupero Economico” supportato da un fondo finanziario costituito da alcuni fondi regionali già esistenti e da tutto il patrimonio immobiliare della Regione. La Regione avrà cosi uno strumento per intervenire direttamente quando un’ azienda sul territorio rischia di chiudere. Per le medie e grandi imprese è prevista l’acquisizione da parte della Regione del 51% dell’azienda, mentre il 49% sarà partecipato da una cooperativa costituita dai lavoratori dell’azienda stessa. Per le piccole imprese, qualora sia ancora presente e attivo l’imprenditore originario e ne faccia richiesta, l’azienda sarà compartecipata dalla Regione al 49%.L’obiettivo: salvare ogni posto di lavoro, recuperare le aziende a rischio, portare profitto economico al sistema sociale e sanitario del Lazio.

3. Servizi sociali e sanità: esclusivamente e fortemente pubblici.

E’ vero: fino ad oggi la gestione pubblica dei servizi sociali è stata uno scandalo continuo, fatto di ruberie, clientelismi, parassitismo.Non per questo possiamo condannare i cittadini ad un sistema sociale privatistico ed iniquo. Possiamo al contrario colpire duramente le ruberie, le clientele, i parassiti. Vogliamo un sistema sociale pubblico che sia asciutto, razionale, essenziale, efficace. E per fare questo occorre iniziare a tagliare dall’alto, mai dal basso. Ad esempio prima di tagliare posti letto o mettere in forse la stessa attività ospedaliera, occorre eliminare gli sprechi veri, come i milioni di euro in farmaci sprecati ogni anno dagli ospedali del Lazio. È inaccettabile che i tagli mettano a rischio la salute stessa dei cittadini costringendo alla chiusura interi ospedali tra cui nella sola capitale eccellenze ospedaliere quali il CTO, l’IDI, l’Eastman, il San Filippo Neri, lo Spallanzani. Prima di licenziare un qualunque lavoratore, occorre razionalizzare il sistema piuttosto che distruggerlo, evitando come accade oggi, che ci siano tre reparti di cardiologia in un singolo ospedale solo per compiacere due primari amici di chissà chi.

4. Basta fondi regionali ai partiti.

Tutti i fondi per i gruppi consiliari saranno dirottati ai servizi sociali e alla sanità. La cifra si aggira attorno ai dodici milioni di euro annui. CasaPound Italia è in grado da oltre dieci anni di fare politica autofinanziandosi e grazie al volontariato dei suoi militanti. E cosi dovranno fare anche i partiti.

5. La casa senza la banca: Mutuo Sociale e fondo garanzia affitti.

Quella del Mutuo Sociale, ovvero una soluzione per accedere alla proprietà della prima casa senza passare attraverso le banche, è una proposta ideata e concepita da CasaPound.

L’idea è semplice: la Regione individua terreni pubblici sul territorio laziale dove costruire quartieri di nuova concezione: organici, ecosostenibili ed energeticamente autosufficenti. Questi quartieri avranno funzione di ricucitura e riqualificazione del territorio, scempiato da anni di sacco edilizio selvaggio, e le aree individuate non dovranno intaccare ulteriormente il verde qualificato del territorio. Le case di queste quartieri verranno costruite direttamente dalla regione o autocostruite da cooperative di cittadini. I progetti verranno affidati a prestigiosi concorsi fra le facoltà di architettura e urbanistica e verranno costruite secondo i principi di buona architettura. A tale proposito sarà varata una legge per la qualità architettonica che abbia valenza generale sia in ambito pubblico che privato. In questo modo si abbattono completamente i costi di costruzione.

Una casa di 100 mq cosi costruita può costare anche solo80.000 Euro.

Le case di questi quartieri verranno pagate direttamente dai cittadini alla Regione con una rata di Mutuo Sociale che non può superare un quinto delle entrate del nucleo familiare. Una rata che si mette in pausa in caso di momentanea disoccupazione

6. Un fondo regionale per garantire chi cerca casa in affitto.

Moltissimi cittadini cercano casa in affitto, ma i proprietari che vogliono affittare chiedono a garanzia del contratto delle fideiussioni bancarie o assicurative che puntualmente vengono concesse solo a chi ha contratti di lavoro a tempo indeterminato, o a chi già possiede un immobile. La Regione dovrà, usando al sua società controllata Unionfidi, creare degli strumenti di garanzia accessibili ed integrarli con contratti di affitto concordati che facciano incontrare domanda e offerta, calmierando il mercato degli affitti.

7. La nostra terra, i nostri frutti.

La vera difesa dell’ambiente deve partire dalla conoscenza e dalla valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Vigilare a che l’acqua resti bene pubblico sottratto alla speculazione economica.Tutela delle aree agricole (agro romano) e di tutte quelle connotate da evidenti tratti naturalistici (parchi) salvaguardia della loro integrità e promozione di un uso compatibile.

8. Consumare prima i prodotti del Lazio.

La Regione Lazio si doterà e gestirà un sistema di distribuzione agroalimentare che possa collegare direttamente i produttori laziali con i consumatori dei grandi centri urbani della Regione. Verrà creata una rete di mercati regionali nei capoluoghi delle province laziali in cui verranno venduti esclusivamente prodotti agroalimentari laziali.

9. Etichetta antispeculazione

Per i beni agroalimentari in vendita presso la grande distribuzione (SMA, COOP, PANORAMA etc etc), l’imposizione di una etichetta che indichi non solo la provenienza, ma quanto quel prodotto è stato pagato al produttore.

10. L’EQUO: la moneta complementare del Lazio.

La regione promuoverà la realizzazione di una moneta complementare sul territorio regionale: l’EQUO. La moneta complementare fa risparmiare e offre una spinta incredibile all’economia territoriale, incoraggiando i cittadini a consumare ed usufruire di beni e servizi realizzati nel Lazio da aziende e professionisti regionali e allontanandoli dalle logiche speculative della grande distribuzione. Un modello già applicato con successo in tante località in Italia e all’estero, con Circuiti di Economia Solidale Locale che in alcuni casi sono attivi da diversi decenni.

Donazioni per la campagna elettorale.

Si possono effettuare le donazioni per supportare la campagna elettorale di CasaPound Italia direttamente dalla pagina facebook

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dal sito www.casapounditalia.org,

e dal sito del candidato presidente

http://www.distefanopresidente.org

attraverso gli appositi bottoni di donazione, oltre che al link diretto della piattaforma che gestisce la campagna

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Le donazioni vengono effettuate tramite la piattaforma di pagamento Paypal, ma è possibile anche versare senza essere iscritti al sito, tramite una normale carta di credito, o carta ricaricabile (es.postepay).

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