4 novembre – Parco della Rimembranza

31 10 2012





Di Stefano (CPI) su La7

31 10 2012




Esimio’s Bordei!

31 10 2012





4500 famiglie in CRI-SI

24 10 2012





Croce rossa: occupazioni e presidi a sedi Cri in tutta Italia, CasaPound contro la privatizzazione

24 10 2012

Roma, 24 ottobre – Occupazioni e presidi alle sedi della Croce Rossa in tutta Italia contro la privatizzazione e il ‘declassamento’ dellaCri da Corpo militare ad associazione tra privati. Questa mattina i militanti di CasaPound Italia e i lavoratori dell’ente hanno effettuato una serie di ‘blitz’ al grido di “4500 famiglie in CRIsi. Basta svendite”.

 ”La Croce Rossa è un corpo di eccellenza del nostro paese ed è stata umiliata dalla politica, defraudata della propria dignità, ridotta aun passo dal default da una gestione clientelare e inefficiente che ha visto complici le Regioni, compresa la Regione Lazio – spiega CasaPound Italia in una nota – Ora il governo dei banchieri, con l’avallo del commissario, le ha dato il colpo di grazia, stabilendo la liquidazione dell’ente, un futuro quanto meno incerto per i precari e una mobilità senza prospettive per i dipendenti di ruolo, oltre all’approvazione di un piano di riordino, manco a dirlo ‘lacrime e sangue’, che prevede la svendita del patrimonio immobiliare”.

 ”Con il federalismo gestionale, la Croce rossa italiana non sarà più il punto di riferimento nazionale per i fabbisogni dei più vulnerabili- aggiunge Cpi – e l’Italia perderà un altro pezzo, l’ennesimo, dello Stato Sociale, abdicando ancora una volta al suo ruolo di Nazione. Ilservizio d’ambulanza, gli aiuti alle famiglie povere, l’istruzione sanitaria alla popolazione, la presenza durante le emergenze nazionali (terremoti, alluvioni, incendi) e internazionali, i soccorsi speciali (unità cinofile, soccorso in acqua, soccorso piste) sono servizi che con il business c’entrano poco, ma questo è un concetto ‘indigeribile’ per tecnocrati che non devono nemmeno confrontarsi con il voto.

 Oggi siamo in strada con le famiglie dei lavoratori della Cri per farglielo comprendere e per mostrare che c’è un’Italia diversa, che sa distinguere tra business ed equità sociale, e non si arrende ai diktat di nessuno, e quell’Italia siamo noi





Lucca capoluogo non si tocca!

16 10 2012





Riordino Province: CasaPound Lucca attacca uno striscione a Pisa contro l’accorpamento

16 10 2012

Lucca, 16 Ottobre. “Rossi & Filippeschi, giù le mani da Lucca”, questo il testo dello striscione che la sezione lucchese di CasaPound Italia ha attaccato stamani sui lungarni pisani, sul tema del possibile accorpamento fra i due capoluoghi.

Un altro striscione sullo stesso argomento è stato attaccato a Lucca, in Via Catalani.

“In Toscana il riordino delle Province sta servendo da paravento per un gioco di potere – dice la nota di CasaPound – che trova nel Governatore Rossi e nel Sindaco di Pisa Filippeschi il proprio asse.

Entrambi pisani e appartenenti all’ala ortodossa del PD, cercano di sfruttare il riordino per creare una maxi Provincia da 1,5 milioni di abitanti con a capo Pisa e il suo Sindaco, a fronte delle altre province, più piccole di almeno un terzo.”

“Pisa doveva accorparsi con Livorno e perdere il capoluogo – continua la nota – invece Rossi e Filippeschi si sono inventati un’area vasta pisana, per trasformare Pisa addirittura nell’ago della bilancia di un terzo della Toscana. Dalle stalle alle stelle.”

“Eravamo favorevoli all’abolizione delle Province in toto  – continua la nota – ma non ad un accorpamento pretestuoso di Lucca a Pisa e Livorno, che non trova giustificazione né nella legge, né nella storia e nell’economia delle due città.

A questo punto Lucca deve legarsi a Massa-Carrara, e sarà la sola Livorno a doversi difendere dalla volontà potestativa di Rossi”.

“Non si tratta di mero campanilismo – termina la nota – ma il grido di libertà che la pantera lucchese ha da sempre gridato contro ingiuste ingerenze. Un grido che il Sindaco di Lucca Tambellini con i suoi tentennamenti ha fatto diventare poco più di un alito, ma che nei cittadini esiste ancora”.