ALCOA, CASAPOUND: GOVERNO INCAPACE, SERVE NUOVO IRI

11 09 2012

Roma, 11 set – “Temporeggiare e reprimere: sull’Alcoa, come su tutti gli altri fronti del conflitto sociale, il governo Monti sa proporre solo queste due ricette”. Lo scrive, in una nota, CasaPound Italia,che commenta così la proroga di venti giorni della procedura di spegnimento dell’impianto Alcoa di Portovesme ottenuta ieri al tavolo fra governo e parti sociali. “I professori bocconiani – continua Cpi –sembravano avere tutte le ricette in tasca, ma alla prova dei fatti si stanno comportando come un qualsiasi governicchio democristiano degli anni ’50: da una parte la concertazione infinita e inconcludente,dall’altra la repressione brutale delle istanze operaie che abbiamo visto ieri nelle strade di Roma. La verità è che se la vendita alle multinazionali Klesch e Glencore non andasse in porto, l’unica soluzione sarebbe quella di nazionalizzare il comparto”. Una ricetta,questa, prosegue CasaPound, “che purtroppo ci è arbitrariamente vietata dai diktat suicidi di un’Unione Europea che fa del liberismo sfrenato ormai una religione dogmatica senza alcuna plausibile motivazione razionale. Tutto questo quando persino l’estrema sinistrade ‘Il Manifesto’ finisce per concludere che ‘sarebbe necessaria la ricostituzione dell’Iri’, istituto creato dal fascismo per far frontea una crisi molto simile a quella odierna”.

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