Fabio Barsanti (PdL) prende la mira: “Urbanistica, emergenza casa, giovani: ecco tre priorità”

25 04 2012

Lui, di finire alla ribalta per l’atto di teppismo perpetrato al suo comitato elettorale, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Ha pensato lungamente se candidarsi,  ma, una volta fatta la scelta, si è buttato a peso morto sui programmi, non dimenticandosi di ricordare le tante iniziative fatte in questi anni. Il suo sito è pieno di spunti su come Fabio Barsanti, leader regionale di CasaPound, lucchese candidato da indipendente nel PdL, vorrebbe vedere Lucca. Trent’anni, metà spesi nell’impegno politico senza nessun tipo di ritorno personale, anzi, Barsanti è sicuramente uno dei volti più gettonati di questa campagna elettorale. Nella sede del comitato e dell’associazione ha ancora sulla scrivania un secchio con i resti del mattone e dei calcinacci usati per provare a sfondare la vetrina.

Lei fa parte di un movimento molto impegnato in politica e in attività sociali e culturali, ma che non sembra incline all’impegno elettorale: perché ha scelto di candidarsi?

“In realtà Casapound vanta già qualche esperienza elettorale; vero che privilegiamo la cultura, la solidarietà, ma siamo prima di tutto un’associazione politica e, per restare alla sola Toscana, abbiamo quattro consiglieri comunali e due di quartiere”.

E perché ha scelto proprio il PdL?

“E’ un partito che ha manifestato disponibilità e nessuna pregiudiziale verso di noi. CasaPound anche in altre realtà si è affiancata al PdL, in altre ancora a liste civiche o alla Lega. Con la mia candidatura abbiamo provato a dare concretezza alle tante iniziative sviluppate. A Lucca la scelta è stata anche conseguenza alla scela del candidato sindaco: alcuni sono poco credibili, altri non sono le persone giuste. il PdL, nonostante a livello nazionale non ci sia accordo su molti temi, è stato corretto e per noi è il principale interlocutore a livello locale. Senza dimenticare che è il principale partito di centrodestra e che ci stimola far parte di questa sfida che mira a recuperare anche le energie esterne al partito”.

Ma non è, per voi, movimento giovanile per eccellenza,  una contraddizione appoggiare Mauro Favilla, il più anziano candidato in gara?

“Il brio e la gioventù la portano la coalizione, ma, a parte questo, va detto che  Favilla è la persona più idonea per essere il primo cittadino ed è favorito per arrivare al ballottaggio ed scongiurare l’ipotesi di far finire la città in mano al centrosinistra. E poi, a proposito di età, ma avete visto che energia e voglia di fare mette Favilla?”.

Tre punti irrinunciabili, in sintesi, del suo programma.

“Urbanistica: deve diventare l’arma per recuperare i tanti spazi da noi censiti in passato e lasciati in abbandono, può diventare lo strumento per trasformare in meglio la città. Emergenza abitativa: anche a Lucca il problema esiste, eccome. Noi proponiamo il mutuo sociale, ovvero la costruzione di case popolari non in affito ma a riscatto, con una rata massimo di un quinto dello stipendio e senza il ricorso alle banche. Giovani: dobbiamo riportate appetibile Lucca rivedendo il regolamento dei pubblici esercizi che ha limitato tropp la vita dei locali e svilito il centro. Pensiamo a proposte innovative come il recupero di spazi anche delle Mura per nuovi locali, oltre a un diverso e più intenso utilizzo del parco Fluviale e del mercato del Carmine”.

Piazzale Verdi e il Parco delle Rimembranza: nei mesi scorsi avete contestato duramente il progetto Piuss del Comune per costruire un’arena della musica al posto dell’area dedicata ai caduti della Prima guerra mondiale: e ora? Fate retromarcia?

“Manteniamo il punto: per noi la tutela del Parco sotto il profilo storico, culturale e anche legale, è un punto fermo. Il Piuss è una bella occasione di crescita, ma il Parco deve essere valorizzato come un’area dall’alto valore simbolico. Vedo quella zona pedonalizzata e rivitalizzata”.

Prima ha fatto riferimento alla necessità di evitare che il Comune finisca al centrosinistra: quali le vostre ragioni?

“Dobbiamo salvaguardare la nostra specificità politica e scongiurare i diktat della Regione in primis, cosa sicuramente molto più difficile nel caso in cui alla guida di Regione, Provincia e Comune ci sia la stessa amministrazione. E poi, io la Toscana la giro e vedo come amministra il centrosinistra: andata e Pisa, Pistoia o Massa e guardate come sono: Lucca è amministrata molto meglio. Infine, verso il mondo associazionistico le amministrazioni di centrosinista sono molto meno pluraliste. Noi ci siamo visti togliere dall’amministrazione provinciale una sala per un convegno sull’emergenza abitativa in base a motivazioni vecchie di 60 anni”.

Già, a chi le dice “io con i fascisti non ci parlo” cosa risponde?

“Che intanto siamo nel 2012 e non nel 1945 e che noi siamo contro ogni nostalgismo: chi è bloccato a quel momento storico è chi si rifà all’antifascismo. Di quelle esperienze facciamo tesoro, ma siamo radicati nell’oggi e guardiamo al domani. Forse è per questo che alcuni non cercano il confronto: noi crediamo nel confronto civile, qualcuno ne ha paura perché usciamo dallo stereotipo con cui provano a ingabbiare chi la pensa diversamente da loro”.

gazzettadilucca.it

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