Morte Saviotti: Iannone, una battuta infelice ma nessuna istigazione

13 01 2012

Roma, 12 gennaio – ‘’L’Italia ormai è peggio della Corea del nord: tutti devono piangere, chi non lo fa va nei campi di recupero.  E persino una battuta infelice, scritta peraltro in uno spazio privato, può essere scambiata per istigazione a delinquere’’. Lo afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone in merito alle polemiche su una frase apparsa sul suo profilo personale di Facebook.

‘’Ormai – ha aggiunto – siamo al paradosso e al linciaggio bipartisan.Una mia battuta sicuramente di cattivo gusto, rubata sul profilo personale e non negli spazi ufficiali del movimento in barba a ogni tutela della privacy, scatena l’ira dei novelli inquisitori che si scagliano con parole gonfie di livore e di calcolo politico. È chiaro che c’è un’aria di ipocrisia e di sciacallaggio che non cessa minimamente di esistere. Non si perde neanche occasione di insinuare rapporti inesistenti tra noi e l’amministrazione cittadina. Nessuno sdegno ufficiale, invece, nessuna richiesta di restringere gli spazi di libertà ha accompagnato il coro ‘10, 100, 1000 Acca Larentia’ sentito per le vie di Roma solo pochi giorni fa. Gli inviti a un nuovo piazzale Loreto, in internet, sono presenti in tutti i profili dell’antagonismo di sinistra, ma quando morì Jorg Haider persino il quotidiano del Pd ospitò in prima pagina l’opinione di chi esprimeva ‘soddisfazione’ per il decesso. Per non parlare – ha continuatoIannone – di chi ha inneggiato a ‘un fascista di meno’ dopo la morte di Mirko Tremaglia o quella di Pietro Taricone’’.

Sulla figura di Saviotti, il presidente di Cpi ha precisato: ‘’Ho un’idea personale particolarmente critica del magistrato defunto che in tante occasioni ha attaccato CasaPound, dall’iscrizione nel registro degli indagati per i ragazzi del Blocco Studentesco che erano parte lesa per gli scontri di piazza Navona all’arresto immotivato di Alberto Palladino con modalità ‘sovietiche’, ma questa idea non può e non deve istigare nessuno a delinquere. Tutti quelli che ci vorrebbero al rogo e gridano allo scandalo vestendosi da anime belle – ha aggiunto Iannone – dovrebbero pensare a fare gli interessi della polis visto che per questo sono pagati. Inoltre, consiglio loro la lettura di un libro molto interessante ‘Liberi di morire’, che spiega come,secondo una visione ascetica dell’esistenza, la vera libertà risieda nel trapasso proprio perché nell’aldilà si è liberi dal dominio degli uomini malvagi. Ecco perché non piango e pretendo che la mia scelta venga rispettata. A tutti i rancorosi comunque dico: stiano tranquilli, quando morirò io potranno vendicarsi’’.

 

 

 

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