Modificare il regolamento per un’idea diversa di città

5 10 2010

“È giunto il momento di rivedere il regolamento sui pubblici esercizi e di intraprendere un serio percorso di consultazione e concertazione che possa portare a soluzioni equilibrate – è quanto sostiene CasaPound Italia, che nel gennaio 2009 contestò lo stesso regolamento con la trasformazione di piazza XX settembre in un cimitero – La sentenza che libera i gestori dei locali dalla responsabilità di ciò che avviene all’esterno degli stessi, sconfessa un aspetto importante e grottesco del regolamento, dando ragione a chi da un anno e mezzo lo critica. Tuttavia dev’essere ridiscussa la stessa impostazione che sta alla base della normativa. Se vogliamo che Lucca sia una città viva e sicura, è necessario trovare un punto di convergenza fra gli interessi dei residenti, dei commercianti, ma anche dei fruitori dei locali serali, per la maggior parte giovani”.

“E’ assurdo che il centro storico, punto di riferimento e cuore pulsante di tutta la città – prosegue la nota – debba essere ostaggio di comitati che rappresentano qualche decina di persone. Esso non è appannaggio esclusivo dei residenti, ma appartiene a tutti. Il regolamento rappresenta tuttavia solo una parte del problema; ciò che andrebbe discusso e sviluppato è un concetto diverso di città: un centro storico al passo coi tempi dal punto di vista culturale e anche ‘serale’, e inoltre commerciale e imprenditoriale, per il quale pare possibile prendere spunto da numerosi esempi di città italiane o europee. Le vie cittadine non sono autrostrade e le piazze autogrill per la sosta-caffè. Sono tessuto vitale della città, la nostra stessa storia e le persone devono essere messe in condizione di viverle appieno, come è sempre stato. Il coprifuoco che il regolamento fa aleggiare sulla città, invece, va chiaramente nel senso opposto”.

“Ci auguriamo che il Comune abbia a cuore il futuro di questa città ed inizi a valutare l’idea di un centro storico diverso, magari partendo proprio dalla messa in discussione del regolamento sui pubblici esercizi. Invitiamo pertanto la stessa amministrazione comunale – conclude CasaPound Italia – a tenere conto dell’opinione non solo dei commercianti e dei residenti, che rappresentano comunque una minoranza, ma anche di chi di fatto la città la vive, e che in tutti questi mesi ha manifestato il proprio malumore verso una situazione che, pian piano, rischia di uccidere il centro storico”.

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