Presentato il Mutuo Sociale alla Pia Casa

2 07 2010

Lucca, 2 luglio – Si è svolta ieri alla Pia Casa la conferenza sull’emergenza abitativa organizzata da CasaPound Italia Lucca, all’interno della quale è stata presentata la proposta di legge sul Mutuo Sociale.

L’incontro è stato introdotto dal responsabile lucchese di CasaPound Italia, Simone Pellico, che ha evidenziato come il fenomeno dell’emergenza abitativa sia in costante aumento a livello italiano, amplificato maggiormente dalla crisi economica. “Se fino a qualche anno fa l’emergenza si viveva soprattutto nelle grandi città, ora il fenomeno colpisce ad ampio raggio, comprese città come Lucca, dove gli sfratti per morosità sono in costante aumento e le istituzioni devono stanziare sempre maggiori risorse per arginare la situazione”.
E’ stato infine fatto rilevare il paradosso, non solo lucchese, per cui si è concesso di costruire in modo miope, consumando nuovo suolo e creando un ‘parco case’ che restano vuote e che ora gli enti pubblici cercano di comprare a prezzi ribassati per destinarli all’emergenza abitativa.

Ha preso poi la parola Simone di Stefano, dirigente nazionale di CPI e responsabile del Coordinamento per il Mutuo Sociale, che ha descritto la genesi del progetto, nato nell’alveo delle “occupazioni non conformi” che dal 2003 si sono susseguite a Roma per cercare di alleggerire il dramma abitativo di decine di famiglie.
Di Stefano ha poi spiegato il Mutuo Sociale, che prevede la costituzione di un Ente regionale che costruisca case e quartieri ‘a misura d’uomo’ al costo più basso possibile (attraverso l’uso di terreni demaniali, di progetti banditi fra le università senza costi ecc.) da destinare alle famiglie non proprietarie della prima casa.
Queste pagheranno una ‘rata di mutuo sociale’, che non supera 1/5 delle entrate familiari, che non passa attraverso le banche e che viene sospesa in caso di disoccupazione di tutto il nucleo, che garantirà alla famiglia – una volta che l’Ente abbia ripreso l’investimento – di diventare proprietaria della casa. Una piccola quota rimarrebbe in mano pubblica, in modo da evitare speculazioni.
Di Stefano ha anche spiegato il perché la proposta si rivolga a “famiglie italiane e residenti da almeno 5 anni nella Regione”. “Si tratta di una considerazione logica – ha detto Di Stefano – qui si parla di ‘proprietà’ della casa, che si lega quindi alla volontà di vivere permanentemente sul territorio nazionale, come appunto fanno i cittadini. E vista l’autonomia regionale, occorre evitare che se una Regione applichi il Mutuo Sociale, si verifichi una emorragia di famiglie da altre regioni attirate dalla prospettiva di diventare in pochi anni proprietarie di una casa”. “Per tutti gli altri – ha concluso – restano invariate le altre forme di assistenza già esistenti legate all’emergenza abitativa”.

Ilio Giorgi, funzionario ERP, ha affermato l’importanza di riportare il tema della casa al centro della discussione politica, individuando nella legge 24/12/93 (Governo Ciampi) uno dei punti di partenza dell’aggravarsi dell’emergenza abitativa negli ultimi vent’anni. Definendo la proposta del Mutuo Sociale “rivoluzionaria”, ha rivolto a Di Stefano alcune osservazioni ‘tecniche’ sulla stessa. Concordando sulla centralità del diritto alla Proprietà della casa, egli ha stimolato un interessante confronto su un comma importante della Pdl laddove si prevede, una volta estinto il pagamento della casa, una percentuale (5%) di proprietà trattenuta dall’ente pubblico. Da qui un interessante dibattito sulla mancanza di volontà, da parte di chi gestisce la cosa pubblica, di individuare forme di finanziamento ad hoc da destinare alle politiche abitative (Giorgi ha parlato anche di “federalismo fiscale di scopo”).

Di Stefano ha quindi rivolto una critica al ‘sistema Stato’ in generale, evidenziando come alla base dell’attuale situazione vi sia lo smantellamento dello stato sociale e del patrimonio pubblico perpetrato dagli anni Ottanta, ma soprattutto la mancanza di una reale volontà nel ricercare soluzioni che possano porre fine all’emergenza abitativa. Gli ha fatto eco Giorgi, riconoscendo il Mutuo Sociale come una proposta innovativa e potenzialmente efficace, ma che dovrebbe necessariamente essere accompagnata da un cambiamento di rotta nella filosofia che sta alla base dell’intervento pubblico, affinchè possa essere attenuato il contrasto con l’impianto legislativo attuale.

Fra il pubblico era presente anche l’assessore Luca Leone, che ha fatto un intervento al tavolo dei relatori, parlando dell’esperienza lucchese nell’affrontare l’emergenza abitativa e affermando come in effetti il problema della casa ancora oggi non viene messo dalla politica fra i primi da risolvere, nonostante la situazione sia sempre più grave.