La Provincia di Lucca nega la libertà d’espressione

18 06 2010

Lucca, 18 giugno – “Ieri si è consumata una pagina triste per la libertà di espressione a Lucca”, così si apre la conferenza stampa di CasaPound Italia in merito all’autorizzazione prima concessa e poi negata per svolgere oggi una conferenza sul tema ‘emergenza abitativa – Mutuo Sociale’ a Palazzo Ducale. A parlare sono Simone Pellico e Fabio Barsanti, responsabili dell’associazione.

“Il Consiglio provinciale è stato strumentalizzato e utilizzato come tribunale politico dalla maggioranza che ha approvato un’interrogazione presentata da RC-Pdci che mirava a toglierci l’agibilità di una sala assegnataci oltre due mesi fa per parlare di ‘emergenza abitativa’, un tema sociale importante e di forte attualità. Durante la discussione, assente il Presidente Baccelli, l’assemblea si è spaccata e i consiglieri di centro-destra hanno abbandonato i propri seggi sedendosi fra il pubblico, in segno di aperto dissenso da un atto arbitrario e motivato non su fatti concreti, ma su pregiudiziali ideologiche”.

“I paradossi di questa vicenda sono molti – continua la nota – iniziando dal fatto che CasaPound Italia partecipa da un anno e mezzo al ‘Patto sulla convivenza cittadina’, promosso dalla Provincia proprio per unire le varie anime della nostra città. Se quindi da un lato è da tempo che dialoghiamo con la Provincia e siamo promotori del Patto e dei suoi contenuti, dall’altro la maggioranza consiliare ci ha tacciato di avere come fine “l’eversione dell’ordine democratico”. La Provincia quindi ci conosce, collabora con noi da un anno e mezzo per creare inclusione sociale e convivenza, e allo stesso tempo ci marchia come movimento ‘eversivo’ e censura il nostro diritto di espressione: siamo alla follia”.
“Un altro paradosso è che Rifondazione Comunista, in Consiglio comunale, ha aderito alla mozione che ha espresso solidarietà all’unanimità a CasaPound Italia dopo le aggressioni subite. Ci saremmo aspettati anche dal Consiglio provinciale una posizione analoga nei nostri confronti. Hanno invece preferito far finta di nulla, rendendo chiaro che non condannano la violenza in generale, ma solo quella strumentalizzabile politicamente. E con questa interrogazione hanno reso chiaro che non hanno a cuore la convivenza e la pace sociale, ma tendono invece a discriminare e alzare steccati contro una associazione che ha fatto del confronto libero la sua cifra caratteristica”.

“L’unica spiegazione a questo atto liberticida, grottesco e paradossale – concludono i responsabili di CPI – è il peso che i gruppi della sinistra extraparlamentare, i quali evidentemente pretendono il monopolio sulle tematiche sociali, hanno in Consiglio e la necessità anche per il resto della maggioranza di cedere alle loro pressioni in vista delle prossime elezioni provinciali”.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: