CPI risponde al comitato antifascista

26 05 2010

Lucca, 24 maggio – “Sabato è stato per il Comitato Cittadino Antifascista il giorno del delirio di onnipotenza. Preso dalla fretta di strumentalizzare la vicenda occorsa al Bruton, si è fiondato in piazza con slogan inquietanti come ‘riprendiamoci la città’, anzichè attendere che i tratti di quanto successo al Bruton si delineassero meglio, visto che esistono versioni discordanti fra chi è rimasto coinvolto e che le registrazioni delle telecamere del locale, al momento, niente hanno acclarato”.  Lo dichiarano i responsabili di CasaPound Italia Lucca, che aggiungono: ”Il Comitato cerca di usare la lesione all’occhio di un ragazzo per infiammare il clima politico, tirare per la giacca certa parte delle istituzioni costringendola in piazza in un evento che non ha altro scopo se non lanciare una stagione di caccia alle streghe per colpire i nemici politici”.

“Riguardo a CasaPound Italia e alle frasi che il Comitato ci ha rivolto – prosegue la nota – affermiamo semplicemente che la solidarietà non era certo al Comitato stesso, ma nasceva dal dispiacere della possibile perdita di un occhio da parte di colui che è stato definito dai media ‘un avventore casuale del Bruton’. Sempre al Comitato, facciamo presente che la nostra associazione ha subito oltre 60 aggressioni documentate nel giro di un anno da parte del mondo antifascista. L’ultima a Napoli, dove un ragazzo il primo maggio è stato accoltellato al petto perchè riconosciuto come appartenente a Cpi. A Lucca la nostra sede è stata bersaglio di due attacchi vandalici in meno di 4 mesi, e che in Toscana abbiamo subito – a Pistoia – l’assalto di venti antifascisti armati che portò alla devastazione della sede e al ferimento di due persone. Una cosa gravissima verso la quale il mondo antifascista lucchese non solo non ha preso alcuna distanza, non solo non ha osservato un sobrio silenzio, ma ha addirittura espresso solidarietà agli aggressori che oggi si trovano a processo per quei fatti”.

“Fatti come questi – conclude Cpi – indicano chiaramente che le compagini antifasciste, facendo dell’odio verso il politicamente diverso il proprio collante, non hanno un reale interesse ad un clima di confronto aperto e costruttivo in città, ma infiammano continuamente il focolaio dell’odio politico”

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