“Lucca abbandonata. Lucca ritrovata”: il resoconto della conferenza

2 03 2010

LUCCA, 1 marzo – Si è svolta sabato la conferenza dibattito sugli edifici abbandonati “Lucca abbandonata, Lucca ritrovata”, organizzata da CasaPound Lucca presso la Pia Casa alla presenza di un pubblico di circa cento persone e con la partecipazione, in qualità di relatori, del vice sindaco di Lucca Giovanni Pierami, del presidente di “Italia Nostra Lucca” Roberto Mannocci e dell’architetto Gilberto Bedini.

Dopo i saluti iniziali, Fabio Barsanti  – uno degli organizzatori – ha presentato il catalogo della mostra fotografica che ha ispirato l’incontro, Simone Pellico di CasaPound ha poi illustrato la genesi del progetto “Lucca abbandonata Lucca ritrovata”: “l’osservazione che in una città come Lucca, caratterizzata dalla conservazione del proprio patrimonio architettonico, vi siano numerosi edifici importanti abbandonati. Aree dismesse che rappresentano la chiave di volta per lo sviluppo cittadino e che per questo CasaPound Italia ha voluto richiamare alla memoria dei cittadini, perché la ‘forma della città’ è intrinsecamente collegata alla ‘forma del cittadino’”.

Secondo CasaPound Italia “nel decidere l’idea di città occorre una forte direzione pubblica. Negli ultimi anni Lucca ha visto sorgere molte costruzioni che non si integrano nel tessuto sociale, ma coesistono semplicemente.  Strutture residenziali che restano sfitte e che hanno saturato il paesaggio cittadino. Ogni spazio vuoto non deve essere necessariamente riempito. Il vuoto fra due architetture può a sua volta essere fondamentale per l’equilibrio architettonico, come lo sono le piazze”.

Gilberto Bedini ha poi sottolineato come “gli edifici abbandonati si trovino in punti strategici di Lucca e come di conseguenza giochino un ruolo fondamentale per il futuro della città. I ‘contenitori’ urbani infatti devono servire ad equilibrare i due diversi assetti che caratterizzano Lucca: la città antica e quella moderna”.

Per Bedini “occorre ripartire dal Centro e considerare uno sviluppo della città che non significhi espansione territoriale, ma riutilizzo funzionale delle aree dismesse nell’ottica di una città equilibrata nel suo insieme. Storicamente Lucca ha avuto zone che hanno permesso un ‘dialogo’ omogeneo fra le varie parti della città”.

La parola è poi andata a Roberto Mannocci, che ha affermato “la necessità di fermare il consumo di nuovo suolo e di puntare, invece, sul riutilizzo del patrimonio edilizio esistente. Questo recupero tuttavia deve seguire alcuni criteri: deve rispettare la struttura, l’anima, dell’edificio; deve essere compatibile con il microcontesto urbano in cui si situa; deve rispondere alla nostra idea di città. Il recupero per il recupero può essere anche un danno”.

Mannocci ha segnalato poi come “il Centro Storico abbia perso importanti funzioni: residenziale e direzionale in particolare. La residenza stabile in Centro è sempre meno e i recuperi degli edifici sono volti ad alienare il patrimonio edilizio a fini di seconda o terza residenza. Il Centro poi ha perso degli importanti uffici pubblici e se questo trend non viene fermato si avrà una città non per cittadini ma solo per turisti”.

Italia Nostra avrebbe auspicato “una maggior spinta in questo senso sia dal progetto PIUSS, sia dal recupero del Mercato del Carmine”.

Giovanni Pierami ha poi evidenziato “l’importanza delle discussioni pubbliche sul futuro della città. Futuro verso il quale si ritiene ottimista: Lucca è una città ‘a strati’, ed ha saputo sempre ritrovare funzionalità e recuperare i propri spazi in modo efficace”.

Anche per il Vicesindaco la residenza in città rappresenta “un perno importante e va recuperata la funzione direzionale. La città non deve diventare un museo a restare viva, composta dai vari ceti sociali che compongono la società”.

Pierami ha sostenuto poi il fatto che “il PIUSS rappresenti un fatto epocale i cui progetti vanno nel ‘senso giusto'”. Ha dichiarato la disponibilità dell’Amministrazione comunale a confronti sui vari progetti di recupero.

“In conclusione – ha rimarcato il vice sindaco – occorre un’attenzione alta per il territorio prima di decidere di occupare nuovo suolo. In questo senso  la costruzione del nuovo ospedale rappresenta un consumo di territorio ingiustificato”.

Durante il dibattito che ha seguito gli interventi hanno preso la parola Clara Mei del “Laboratorio di Urbanistica Partecipata di San Concordio”, il consigliere di Governare Lucca Vincenzo Giorgi  e il Presidente dell’Ordine degli Architetti Elvio Raffaele Cecchini.

Simone Pellico ha concluso il dibattito ribadendo l’importanza che “Lucca continui ad essere animata dalle diverse parti che la compongono e non diventi un ‘albergo di lusso’, con i relativi costi e ritmi di vita. Quindi che vi trovino residenza tutte le classi sociali e anche tutte le fasce d’età”, sottolineando come “il Regolamento sui pubblici esercizi ha inferto duri colpi a luoghi che rappresentano per Lucca dei veri e propri spazi sociali. Verso questa direzione dovrebbero invece andare i recuperi dei ‘contenitori’. In particolare il Mercato del Carmine dovrebbe, secondo CasaPound Italia, recuperare la propria funzione di mercato e rinunciare alla vocazione alberghiera per considerare la possibilità di installarvi esercizi pubblici che possano stare aperti in orario notturno senza disturbare i residenti”.

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